Il tempo di fermarsi un attimo e la Juventus scappa davanti. Dopo la sconfitta contro la Roma il Napoli pareggia in casa dell’Inter. Un punto in due partite. Poco ma non pochissimo. Troppo, però, rispetto alle undici partite consecutive vinte dalla Juventus. I bianconeri hanno passeggiato anche contro l’Udinese e dopo il risultato di San Siro si mettono a un punto di vantaggio sugli azzurri. C’è anche la partita contro l’Atalanta da recuperare mercoledì, e potenzialmente il distacco può diventare rapidamente di quattro punti. In sostanza, una mazzata che lo mette fuori, al momento, dalla lotta scudetto. Si può sempre sperare che la Dea possa fare il grande colpo, ma le premesse sono quelle che sono. Agli azzurri non resta che mettersi con la testa sul manubrio e buttarsi a capofitto su queste dieci partite che restano da qui alla fine del campionato. Tra queste c’è lo scontro diretto a Torino contro i bianconeri. Tutto può succedere, questo è chiaro: se la Juve dovesse andare oltre le undici vittorie consecutive e proseguire questa scia da record non ci sarà nulla da fare, altrimenti il discorso si potrebbe effettivamente riaprire, anche con la partita dello Juventus Stadium del 22 aprile. Difficile, ma non impossibile. Sembrava invece impossibile segnare ieri a San Siro. Tanti errori ma anche poche occasioni degli azzurri, che hanno tirato in porta una volta sola, anche se Insigne ha sprecato un’occasione davvero ghiotta. Grande rammarico per il secondo pareggio a reti inviolate contro l’Inter, che fa il paio con quello dell’andata allo stadio San Paolo. L’unica cifra tonda che si celebra sono i 110 anni dell’Inter, con il logo speciale al centro del campo prima della partita, bandiere e ricordi. Poi il commosso raccoglimento in memoria di Gian Marco Moratti e di Davide Astori, sulle note di Lucio Dalla, seguite da un lungo applauso. Poi, subito dopo, i soliti cori di insulti reciproci fra la Curva dell’Inter e i tifosi napoletani nel settore ospiti. Una vergogna, ancora una volta.