di Salvatore Caiazza
Se non è l’anno zero poco ci manca. La sconfitta con la Lazio dell’altra sera ha messo la parola fine ad una stagione rivelatasi a tutti gli effetti fallimentare. Rafa Benitez, oltre alla conquista della Supercoppa Italiana (che, però, serve solo per riempire il suo palmares) non è riuscito ad andare via lasciando il Napoli in Champions League e per forza di cose Aurelio De Laurentiis dovrà ripartire senza soldi. E soprattutto senza un allenatore e un direttore sportivo. Sì perché anche Bigon ha lasciato la nave che è affondata al quinto posto della classifica. Il primo giugno doveva essere il giorno delle idee chiare e di un progetto da portare avanti con un allenatore già scelto e con una area tecnica già al lavoro per rinforzare una squadra scarsa tecnicamente e pure mentalmente. Invece no, è ancora tutto in alto mare. Come al solito il produttore cinematografico non si è fatto trovare pronto. Ma per scelta personale e non perché non era capace di dare subito un segnalo positivo all’ambiente. Un ambiente depresso per aver visto l’ennesimo scempio della stagione. Anche nell’ultima sfida di campionato si sono evidenziate le solite pecche. Poche idee, scarso approccio, gioco scontato contro la difesa a tre, difesa bucata e soprattutto niente carattere. Solo nella ripresa si è riusciti a fare qualcosa di meglio ma il rigore sbagliato da Higuaìn ha rovinato tutto. Il Pipita avrebbe potuto firmare una tripletta storica che avrebbe cambiato le sorti della stagione e anche le sue. Ma sul dischetto c’è andato senza concentrazione e ancora una volta non è stato capace di mettere il pallone in rete come Dio comanda. Così aveva cominciato con il Chievo e così ha finito con la Lazio. Nessuno se l’è sentita di togliergli il pallone dalle mani per calciare il penalty. E neanche Benitez, con la testa già al Real Madrid, ha ordinato dalla panchina una scelta diversa. Che molto probabilmente nessuno avrebbe accettato visto che al triplice fischio finale se ne sarebbe andato via.
Rimasti incredibilmente tutti in silenzio dopo la disfatta con la Lazio, i tifosi ci sono rimasti molto male per come sono andate a finire le cose. Una comunicazione pessima che va ad aumentare le pecche di un club che non riesce a mettersi al pari degli altri. Ieri mattina la città era delusa e depressa e ancora di più sempre più insicura per un futuro che appare nebuloso. Ormai si è persa la fiducia in un club che troppe volte ha tradito le attese. Aurelio De Laurentiis, però, si è svegliato di buon mattino e si è recato all’aeroporto di Capodichino. Lui ha detto che andava a Roma (ma ha sempre preso il treno per viaggiare verso la capitale) mentre, invece, è salito su un volo privato diretto a Madrid. Poco prima pure Rafa Benitez era partito per la capitale spagnolo. Non si sono incontrati neanche per caso. Secondo le fonti esperte di mercato, il numero uno azzurro è partito per andare a parlare con Emery, il tecnico campione di Europa League del Siviglia. Il 43enne allenatore è la prima scelta di don Aurelio che con il terzo posto in saccoccia avrebbe avuto più forza di convincimento. Ma anche senza la Champions è deciso più che mai a portarlo a Castelvolturno. Sperando che il diretto interessato accetti. Chi glielo consigliò fu Manuel Quilon alla vigilia della gara casalinga col Dnipro. Il manager di Benitez spiegò al presidente che il giovanotto iberico avrebbe potuto fare al caso del Napoli. DeLa, però, aveva dato la parola a Sinisa Mihajlovic. Il serbo ha aspettato in religioso silenzio e ancora spera in una chiamata. Se Emery, infatti, dirà di no, il doriano prenderà le redini della squadra azzurra per la prossima stagione. Per la seconda ci potrebbe essere una opzione. Il problema è che troverà il deserto visto che in tanti se ne andranno per fine contratto o perché vogliono vivere nuove emozioni altrove, magari in un grande club europeo che gioca in Champions.