Parenti serpenti. L’ultima pellicola da Direttore di produzione firmata Massimo Ferrero, diventato successivamente Produttore e Presidente, proprio come l’amico/nemico De Laurentiis, dal quale probabilmente ha tratto ispirazione, prima nel campo cinematografico e poi quello sportivo. Da tre anni guida la Sampdoria, con risultati che vanno oltre quell’immagine scanzonata e un po’ naif divenuta celebre in tv, con apparizioni qua e là, per parlare di pallone, di cinema e non solo. Tuttologo brillante, sempre con la battuta pronta, proprio come il proprietario della “Filmauro”, uno che sa come usufruire dello spazio fornito dai media. Bucano lo schermo, ne conoscono a fondo le potenzialità, tanto da scorgerne le possibili chiavi future. Non a caso De Laurentiis parla di continuo dello stadio virtuale, provando a rimarcare, in una mare di critiche e di voci dissonanti, le potenzialità (in parte ancora inespresse) del “pubblico da casa”, da Napoli fino a Pechino. Temi importanti, argomenti che inevitabilmente dividono. Ed in fondo è proprio quello l’obiettivo recondito di De Laurentiis: provocare, ovviamente con intelligenza. Accade lo stesso con lo stadio da ventimila e con altre idee che difficilmente potrebbero trovare reale concretizzazione.
L’ALTRO. Più leggero Ferrero e per questo meno “credibile” del collega, con una cassa di risonanza evidentemente minore, per due storie che si somigliano ma che non si incrociano. La Samp non vale il Napoli, in termini di incassi, di audience e (soprattutto) di risultati sportivi e Ferrero, nel cinema, ha fatto sicuramente meno di De Laurentiis. Nonostante tutto, però, ha saputo ritagliarsi il suo spazio, vincendo la battaglia della credibilità, dimostrando di saper andare oltre le etichette e le apparenze, nate nel giugno 2014, quando è diventato, di fatto, un personaggio conosciuto dal grande pubblico, immediatamente bollato come l’ultimo dei folli. La gestione del club, però, non ha confermato, anzi ha smentito, le prime sensazioni; Ferrero ha messo su una società organizzata, dotata di un parco giocatori all’altezza, gestito da un tecnico preparato come pochi. Si è costruito il suo piccolo orticello e domani, al San Paolo, proverà a tirare un brutto scherzo a De Laurentiis. Amci sì, ma non troppo. In fondo, entrambi, non amano perdere…