Il Roma - Che sia diventato Zapata l'unico irrinunciabile? Da solo meglio di Mertens e Callejon
16:50
Non si sa neanche da che parte cominciare. Con la difesa che fa “le belle statuine”, un centrocampo di “immobili”, a Milano si è aggiunto un attacco nervoso e confuso. Rafa Benitez, che per il calcio offensivo ha una fissa, ha subito individuato il problema: «Facciamo pochi gol, cosa che lo scorso anno non capitava. Nell’ultima stagione i nostri gol facevano la differenza, ora non è così». Sarà anche vero, ma la squadra azzurra è dietro che traballa. Eppure il Napoli visto a Milano è stato talmente brutto che anche l’attacco non sembrava quello che è sempre stato il punto di forza della squadra di Benitez. Fuori Hamsik, per un “turn over” che era già scritto (con buona pace del gol in Europa League) e dentro De Guzman al centro del tridente basso, con Callejon a destra e Mertens a sinistra. In avanti Gonzalo Higuaìn, che come grinta e rabbia ce l’ha messa tutta, ma in modo alquanto improduttivo: troppo nervoso il Pipita, che oltre a sembrare piuttosto statico (mai un ripiegamento difensivo) non ha fatto altro che lamentarsi e richiamare i compagni. Un po’ meglio nel secondo tempo, quando nonostante una prestazione negativa ha provato le uniche conclusioni pericolose del Napoli. Troppo poco, però, per un giocatore che forse non ha le caratteristiche del leader ma che può essere decisivo in avanti. Ma se Higuaìn ha fatto male c’è chi ha fatto peggio: la prestazione di Mertens e Callejon è stata sconcertante. Un continuo vagare per il campo, praticamente senza concludere. Atteggiamento difficile da comprendere, soprattutto da parte di Callejon che prima di questo mese nero era al comando della classifica capocannonieri e segnava quasi ad ogni partita. Dopo la pausa per le nazionali lo spagnolo è tornato cambiato, appassito e forse stanco. Mertens aveva illuso con la bella prestazione contro il pur modestissimo Slovan Bratislava, ma contro il Milan è tornato il giocatore anonimo e probabilmente frastornato non solo dalla capocciata rimediata nella pausa delle nazionali, ma anche dalle voci di mercato che anche dopo l’infortunio di Insigne lo mettono in discussione. E non è servito neanche togliere Hamsik, visto che De Guzman lì sulla trequarti è sembrato in difficoltà, soprattutto negli inserimenti, dove si è distinto per la facilità con cui riesce a fare gol. In sostanza, l’unico che ha dato una scossa è stato Duvan Zapata, che quando è entrato si è messo al fianco di Benitez e ha dato qualcosa in più. Che sia diventato lui il vero irrinunciabile?
