Il Roma - Callejon e Higuain sembrano in sciopero, un segreto tutto da svelare

Rassegna Stampa ico calendario ico orologio14:00 fonte : Italo Cucci - Il Roma

Vietato sparare sulla crocerossa, su un Napoli volonteroso, anche concentrato a dovere nella prima parte della gara e nel finale. Ma la buona volontà non fa punti se, alla fine, si trova sesto in classifica a piangere, oltre alle topiche difensive che hanno procurato i gol di Menez e Bonaventura, anche l’inatteso, disperante digiuno dell’attacco giustamente celebrato come il più forte del campionato. Callejon e Higuaìn, salutati per mesi come la supercoppia del gol, sembrano in sciopero, accusano una stanchezza tutta d’anima che nell’ormai vicina pausa invernale dovrebbe essere indagata a fondo e guarita. Nè vale continuare a rimpiangere Insigne dopo avere stupidamente criticato il suo non facile percorso verso la scoperta di un nuovo ruolo che l’ha fatto diventare importante, non insostituibile: lo dico non per sminuire il peso della sua assenza ma perché anche se ti mancano Platini e Maradona non puoi fermarti a piangere ma correre ai ripari. In questo senso sarebbe sbagliato dire «a gennaio arriva Gabbiadini per Insigne», perché il ragazzo mezzo juventino è forte, piacevole, onestissimo combattente ma non da destinare alla sostituzione di un sogno. Meglio sarebbe trovare sul mercato (mica facile) un signore del centrocampo, un allenatore sul campo di battaglia, dunque un leader, visto che ormai si è rinunciato a quel talento che il ruolo se l’era guadagnato. Hamsik. Il paradosso inesplicabile è che, nel frattempo, il Napoli ha trovato Koulibaly, Goulham e De Guzman ma mentre si era pronti a gridare al miracolo, ecco venir meno i titolari sicuri. Quasi titolarissimi, per dirla alla Mazzarri che nel frattempo cinicamente se la ride dei suoi sostituti su due illustri panche. In attesa di vedere svelato il segreto della poco mistica crisi di Higuaìn e Callejon, la butto una volta di più sul “pissicologico”: è mancata una volta di più la rabbia, la spinta orgogliosa che la squadra di Benitez quest’anno ha trovato solo con qualche grande. Forse perché - passatemi la battutaccia - questo Milan tutto è parso ma non un avversario di prima grandezza: un complesso modesto, capace di imbarazzanti scene difensive proprio come il peggior Napoli; e tuttavia Inzaghi si è inventato (regìa di Berlusconi?) un Menez centravanti contro la generale opinione dei critici che alla fine decidono di definirlo almeno “finto nueve” per non accettare la sentenza tattica di Strapippo. Metti dunque il Milan in un ruolo da provincialotto ed ecco il Napoli farsi male una volta di più, fra l’altro evidenziando - per la rabbia dei suoi supporter - alcuni momenti di splendore (un paio di gol sbagliati verso il finale di partita) che gli inesperti attribuiscono a un vistoso calo del Milan. Sarà. Ma oggi i concorrenti del Napoli al terzo posto sono una legione: Lazio, Sampdoria, Genoa, Milan e Fiorentina. Mi dicono che ieri sia stato molto ammirato l’ottimo lavoro di Mihajlovic ai fianchi della Juve. Ammirato da Napoli. Si vedrà. Una cosa è certa: oggi dopo Allegri e Garcia è il miglior tecnico. Disponibile. Sicuramente ne svelerà i segreti Gabbiadini, quando arriverà. Ammesso che la Juve se lo faccia soffiare.

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