Stavolta, al potere, ci va la classe operaia, quella che sa frugare nelle partite, le prende il bavero, le affronta faccia a faccia, buttando via la maschera e pure lo smoking; stavolta non c’è il Napoli che incanta, ma quello che, modello-Juve, si prende la sua gloria, passa in vantaggio (sesto minuto) e poi dall’alto di una superiorità netta, concede alla Spal solo il piacere di passeggiare al San Paolo, senza neanche consentirle di pensare che ci sia una possibilità. D’altro canto, ed è scritto nella classifica, sarà Napoli-Juventus sino alla fine e stavolta non è necessario passare dal salone di bellezza per sedurre la Spal, che è rimasta ad osservare il tiki-taka avversario: a Sarri basta e avanza per godersi una domenica, tutto sommato, di lavoro sotto ritmo e potrà lasciare un po’ stupiti il risultato, un 1-0 che non è nelle corde di una squadra verticale, ma a questo punto le priorità sono altre.
Come scrive La Stampa: "È una sana gestione delle risorse e della gara, che il Napoli stavolta esercita lasciando alla Spal un solo tiro in porta, ma neanche pericoloso, una cosetta che Reina governa con un tuffetto. Poi c’è possesso palla, un palo di Insigne (su tiro deviato) un paio di belle cose di Meret (su Callejon, su Insigne), una ripresa su toni mai accesi - tranne uno Zielinski, godibilissimo - una Var che annulla un gol irregolare di Hamsik (fuorigioco) e, a proposito, la nona vittoria consecutiva in campionato nel corso della stessa stagione: è il record del Napoli di Sarri, l’ennesimo, che davanti allo specchio se lo starà chiedendo. Ma chi è il più bello del reame? Ci vuole tempo, per arrivare alla sentenza. Stile-Allegri".