"Il gemello invisibile di Mazzarri è un fantasma ingombrante. Durante Roma-Napoli è accaduta una cosa inaudita"

Rassegna Stampa ico calendario ico orologio21:38 fonte : toniiavarone.it
Il gemello invisibile di Mazzarri è un fantasma ingombrante. Durante Roma-Napoli è accaduta una cosa inaudita

Anche nella notte dell'epilogo, passeggiando tra le righe dell'ultima pagina del suo romanzo, Walter Mazzarri ha vissuto accanto al suo doppio, creatura da lui stesso creata e nutrita. Un'ombra, o forse una voce segreta, o magari una specie di Avatar che è più di moda. Il Mazzarri che allena e vince, insieme con il Mazzarri che se ne va ma non sa dove, che illude e poi allude, che resta ferma ma chi ci crede? La partita è finita, in tutti i sensi. Lui si commuove, sembra afffanto: è il «finale». Il gemello invisibile di Mazzarri è un fantasma ingombrante, pretende cibo continuo e il suo cibo è il futuro, è un'ambizione non appagata, è la chiacchiera, è un rapporto difficile con chi dovrebbe – secondo Walter – essergli riconoscente sempre. Il futuro è tutto quello che ancora non esiste. Il Mazzarri di carne ha deciso che il Mazzarri etereo è l'alleato più fedele, lo strumento di fascinazione, la calamita di attenzioni, umori e tensioni. Ma ormai, l'altra creatura è diventata il suo vero padrone: gli dissimula i pensieri, lo sovrasta nelle decisioni, lo avvolge, lo aspira, lo risucchia. Dunque, il Mazzarri che non esiste è assai più vivo del Mazzarri che parla, tace, fa gesti e smorfie. Per alcuni, brevi momenti di Roma-Napoli, è accaduta una cosa inaudita: pubblico e critica si sono concentrati più sulla partita inutile che sul semprevivo interesse per come e dove finirà la storia di Mazzarri. Nella trappola del reality, di quest'Isola del Mazzarri, siamo caduti tutti. E lui certamente lo pensa, lo sussurra tra sé e sé, mentre un nodo di commozione gli stringe la gola, perché ogni cosa che fa sembra impulsiva e invece è preparatissima. Ha vissuto la sua notte quasi sempre in piedi davanti alla panchina, mai nella penombra imbottita del sedile. Impalato, invece, con le mani in tasca oppure seguendo le azioni con la sua inconfondibile mimica: il disappunto, i battimani, la reazione quasi nulla al primo gol incassato, la rabbia per la sconfitta, non accadeva ormai dal 10 marzo e questo 1-2 resta comunque una macchia nel bel campionato del Napoli. Già, ma domani? Sarà un altro giorno per i destini azzurri. Che sia, però, decisivo e senza più tentennamenti. Evitare la trappola del futuro di Mazzarri è stato impossibile anche ieri sera, persino ieri sera, per tutti.

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