L'edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno racconta della gioventù del Ds Cristiano Giuntoli. Eccone un estratto:
Era piccolo e si arrampicava sullo sgabello osservando rapito la lavorazione artigianale. Dosi, prodotti usati, i tempi di preparazione. Una passione. Ha pure un classifica personale delle gelaterie. E in qualche trattativa, anche di recente a Napoli, discutendo di rinnovi, un assaggio di gusti classici c’è stato. Chissà se l’avesse fatto di mestiere. Ma la mamma l’avrebbe voluto architetto. Signora elegante e garbata. Saggia. «Cristiano, studia». E lui che da bambino andava in Argentina con un amico di famiglia che commerciava pelle di castori, all’università ci è anche andato. Ha fatto pure un bel po’ di esami alla facoltà di Architettura: diciannove per la precisione; media 29. Mica male. Poi però il calcio s’è preso la vita. Giocava difensore. Stopper, come si diceva una volta. Fisicamente piazzato, smaliziato; di mestiere. Di posizione. «Potrei giocare ancora adesso eh, ma solo con Koulibaly accanto. In linea. Lui che copre cinquanta metri e io gli altri dieci.