È una storia destinata a far discutere quella nata intorno alle decisioni arbitrali adottate durante la partita tra Lazio e Torino, perché le scelte adottate dall'arbitro Giacomelli e dal VAR Di Bello verranno giudicate da un giudice del tribunale civile di Roma. Ne parla ampiamente l'edizione odierna de Il Tempo.
"Il processo che inizierà il prossimo giugno nasce dal silenzio dei due arbitri davanti all'invito alla negoziazione assistita firmato dallo studio legale Previti, in nome di un gruppo di tifosi biancocelesti. Nell'atto si chiedeva sostanzialmente di risolvere la controversia per evitare di «adire l' autorità giudiziaria». E visto che nessuna risposta è pervenuta, gli undici tifosi hanno mantenuto la parola data, citando in giudizio Giacomelli e Di Bello. Non si tratta di ultras scatenati, ma di riconosciuti professionisti, di «appassionati della squadra di calcio S.S. Lazio», si legge negli atti [...] In pratica, essendo gli arbitri «tra i principali attori di un vero e proprio spettacolo sportivo che coinvolge, oltre che enormi interessi economici, la passione di chi, pagando un biglietto o un abbonamento alla pay tv, si aspetta di assistere ad un evento degno di tale spettacolo», avrebbero arrecato ai tifosi «un danno non patrimoniale», che sarebbe quantificabile in 600 euro"