Napoli - L'intervista al Corriere del Mezzogiorno di Corrado Ferlaino su Antonio Juliano che ieri ha compiuto 80 anni. Una delle storiche bandiere del calcio Napoli è raccontato dall'ex presidente.
Presidente Ferlaino, Juliano è una vera icona del Napoli: diciassette anni in maglia azzurra e poi un grande percorso da dirigente.
«Innanzitutto gli faccio i miei migliori auguri. Grande calciatore prima e poi importantissimo nellâaffare Maradona, ma prima aveva portato Krol a Napoli e si rivelò una felice intuizione. Con lui câè stato e ci sarà sempre un grande rapporto. Quando era giocatore non ci furono mai screzi, così come da dirigente. I problemi con lui furono davvero pochi».
Il Milan voleva acquistarlo a tutti i costi.
«Il presidente dei rossoneri Carraro nella stagione 1968-1969 mi offrì 800 milioni, ma Juliano non volle andare via. Io avevo da poco preso un Napoli disastrato, quella somma allâepoca mi avrebbe fatto comodo e quindi non lâavrei trattenuto. Però decise di rimanere in azzurro: aveva un grande amore per Napoli. Accettai la sua decisione ma quasi piansi dalla disperazione. In seguito è stato un grande interprete nella squadra di Vinicio che sfiorò lo scudetto con il calcio totale».
Ci racconta il âTotonnoâ dirigente?
«Persona seria e scrupolosa che scelsi negli anni Ottanta dopo che aveva smesso da calciatore. Ha sempre avuto un grande intuito. Nella stagione 1980-81 si erano aperte le frontiere in serie A. Vola in Canada, a Vancouver, ed ingaggia Krol, strappandolo a Milan e Torino. Pagammo 110 milioni per il prestito di sette mesi, ma riuscimmo a trattenerlo in azzurro per ben quattro campionati: a 800 milioni a stagione e un miliardo alla società canadese».
E anche per portare Diego Maradona a Napoli ci fu lâopera di Juliano.
«Era direttore generale e con Celentano presero in affitto un appartamento a Barcellona, incontrarono quel fuoriclasse e gli raccontarono la città , gli spiegarono che era la più bella del mondo e che era quella adatta al suo genio e al suo carattere. Fu un lavoro certosino che sfiancò il Barcellona che dovette cedere visto che Diego voleva venire via».
Da tifoso del Napoli immaginiamo che sia contentissimo della squadra di Spalletti.
«Se continuano a giocare così non ce nâè per nessuno. La Juventus è lontana anche se è migliorata, il Milan è a otto punti. Alla fine gli azzurri hanno dimostrato, grazie alle convinzione che gli ha inculcato il tecnico, di essere i più forti facendo vedere un grande gioco sia in serie A che in Europa».
Le sconfitte nelle ultime due amichevoli hanno allarmato i tifosi.
«Il calcio è questione di concentrazione, di testa. Non ci sono in ballo i tre punti ed è logico che dopo tanto tempo fermi per il Mondiale abbiano avuto delle pause: sono gare che non contano. Io mi auguro, anzi ne sono convinto, che il Napoli tornerò a mostrare la sua forza».
Alla ripresa ci sarà lâInter, poi la Samp e la Juventus: un gennaio da brividi.
«Sono le avversarie che dovranno temere il Napoli e non viceversa. Gli azzurri sanno quello che vogliono e non hanno mostrato cedimenti. Da tifoso vedo le partite. poi soffro troppo e non riesco a vederle tutte. Mi faccio dire il risultato finale e sono felice».