Ultime notizie Serie A - Il decreto con cui la Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione dell’ipotesi di frode sportiva nei confronti di Gianluca Rocchi contiene una lunga serie di intercettazioni riguardanti le designazioni arbitrali dell’Inter nel finale della stagione 2024-25. Pur concludendo che non esistono prove sufficienti per sostenere un’accusa penale e che non sono emersi contatti diretti tra Rocchi e dirigenti nerazzurri, il documento riporta conversazioni che alimentano interrogativi sul rapporto tra il designatore arbitrale e l’ambiente interista. La Procura sottolinea inoltre che non furono sequestrati i telefoni degli interessati, scelta motivata dal timore del clamore mediatico.
Il 3 aprile 2025 Rocchi parla con Dino Tommasi definendo «cruciale» la settimana che comprende Bologna-Inter, il derby di Coppa Italia e Inter-Roma. In quel contesto afferma: «Tra l’altro mi chiedevano: “Ma Colombo mai?”. Guarda, ve lo prendete le prossime giornate». In altre telefonate con Andrea Gervasoni e Riccardo Pinzani emerge il tema delle preferenze attribuite all’Inter per alcuni arbitri, in particolare Andrea Colombo, mentre Simone Sozza viene indicato come meno gradito. Tommasi arriva a chiedere: «Oh ragazzi, se non vogliono Sozza chi vogliono?».
Due giorni dopo Rocchi manifesta la difficoltà di gestire le designazioni: «Il problema è che io con loro sono arrivato corto». Riflette su come impiegare Colombo, Sozza, Daniele Doveri e Davide Massa, fino allo sfogo: «E gli manderò Colombo! ma in Coppa Italia chi cazzo mando? Gesù Cristo in croce?». Nelle stesse conversazioni compare Giorgio Schenone, addetto agli arbitri dell’Inter, con il quale Rocchi dice di aver già discusso della disponibilità dei direttori di gara.
Il 6 aprile entra in scena Andrea Butti, dirigente della Lega ed ex Inter, che scherzando chiede: «Basta che non mi mandi più Doveri a fare l’Inter», sostenendo che con lui i nerazzurri abbiano un «record super negativo». Rocchi replica ricordando che Doveri ha già arbitrato l’Inter quattro volte e che, proprio per questo, non potrà più dirigerla in campionato.
Prima di Bologna-Inter Rocchi parla direttamente con Colombo definendo quella gara «uno spartiacque». Dopo la partita, secondo le intercettazioni, i due commentano le proteste dell’ambiente interista. Colombo racconta episodi riguardanti Simone Inzaghi e riferisce che Schenone avrebbe parlato con Giuseppe Marotta. Si tratta però del racconto di Colombo, non di un’intercettazione diretta tra Schenone e Marotta.
Il 21 aprile Pinzani riferisce a Rocchi che Schenone avrebbe rimproverato l’Inter per le continue lamentele sugli arbitri: «Perché Sozza non lo volete più, perché Doveri porta male non lo volete più, ora non volete più Colombo... Dovete andare a fare in culo!». Rocchi ribadisce di non voler penalizzare l’Inter nelle designazioni: «Nooo... forse tu non hai capito, io gli rimando quelli buoni... a me non me ne frega un cazzo!».
Il 29 aprile, parlando con Gervasoni, Rocchi afferma: «Questi dell’Inter ci stanno rompendo il cazzo pesantemente», spiegando di voler sostituire Sozza con Marco Piccinini per evitare ulteriori polemiche. Nello stesso periodo, dopo Inter-Roma, Pinzani racconta che Schenone gli avrebbe detto che Marotta «ne stava parlando con Giancarlo Viglione». Rocchi risponde: «Sì sì mi hanno chiamato mi hanno rotto i coglioni», precisando poi di aver inviato la clip dell’episodio contestato a Open Var.
A maggio, parlando con Luca Marelli, Rocchi torna sull’argomento: «Volevan Colombo, lo mando a Bologna, fa casino e un lo vogliono più». Il giorno seguente, confrontandosi con Maurizio Mariani, osserva: «Non gli va bene nessuno a questi qui», spiegando di dover scegliere arbitri che abbiano «almeno uno che ha un minimo di rapporto» con l’ambiente interista.
Il decreto si chiude ricordando che il significato penale di queste conversazioni è stato valutato dalla Procura, che ha chiesto l’archiviazione, mentre l’eventuale rilievo sul piano della giustizia sportiva resta una questione distinta.