Dossena: "Il mio ciclo a Napoli è finito. Benitez? Un solo dubbio mi fa riflettere sulla scelta"
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Andrea Dossena ha rilasciato una lunga intervista al Corriere del Mezzogiorno.
Dossena, Benitez è il tecnico giusto per il dopo Mazzarri?
«Assolutamente sì. Sono due allenatori molto simili dal punto di vista caratteriale, completamente diversi però per il tipo di gioco che adottano. Benitez è un sergente di ferro, un motivatore, un maniaco della perfezione. Pignolo e decisionista. Con noi giocatori era un martello pneumatico. Come Mazzarri, ma adotta un altro modulo».
Fu lui a volerla a Liverpool?
«Sì, ricordo perfettamente. Avevo terminato il campionato con l'Udinese, mi telefonò e mi parlò subito di tattica e posizioni. Mi disse più o meno così: so che sei abituato a giocare esterno nel centrocampo a cinque, io vorrei utilizzarti terzino nella difesa a quattro».
Fu semplice il cambio?
«Lui ama molto il dialogo ed è un insegnante ideale dei sistemi di gioco. Sfrutta ogni minuto che ha disposizione per spiegare le posizioni in campo. Ti aiuta molto da questo punto di vista».
I suoi strumenti da allenatore?
«Quando parla è autorevole: sempre molto lineare, equilibrato. Toni bassi ma fermi, mai sopra le righe. Non l'ho mai sentito alzare la voce. Utilizza molto la lavagna e i video, è maniacale nella spiegazione delle situazioni di gioco. Sul campo dedica molto tempo alle punizioni e ai calci d'angolo».
Quattro anni di Mazzarri hanno lasciato il segno, potrà eventualmente Benitez allontanare quell'ombra dallo spogliatoio del Napoli?
«Non accadrà subito, ma credo che possa riuscirci. Anche lui come Mazzarri è un uomo carismatico e di grande personalità. Ho un solo dubbio, il modo di giocare. Avrà bisogno di tempo, sono quattro anni che la squadra gioca in maniera diversa».
Liverpool, Chelsea e poi Napoli: sarà un adattamento semplice?
«Se uno spagnolo sta bene a Liverpool, significa che può star bene ovunque. Certo, è esigente. Ricordo che proprio a Liverpool chiese ed ottenne la ristrutturazione di tutto il centro sportivo».
Fuori dal campo com'è?
«Non ho avuto rapporti con lui fuori dal campo. Non credo che sia una persona che viva molto l'ambiente. Lavora tanto, ma non mi risulta che viva la città. Beh, del resto, da questo puntodi vista è come Mazzarri».
Lei rientra dal prestito al Palermo, le piacerebbe ricominciare con Benitez?
«Credo che il mio ciclo a Napoli si sia chiuso, ma nel calcio mai dire mai».

