“Non sono entrato nei cuori e nelle teste dei calciatori: devo parlare col club, qualcosa bisogna fare. Morti non ne voglio accompagnare, trapianti di cuore non se ne possono fare”; furono queste le durissime parole di Antonio Conte dopo Bologna-Napoli.
Correva l'11 novembre ed è stato uno dei punti più bassi della stagione. Il Napoli era stato già travolto per 6-2 dal PSV in Champions League, gli infortuni incalzavano e la sconfitta in Emilia - con la corsa scudetto appena agli inizi ma già compromessa - sembrò un punto di non ritorno.

Dichiarazioni fortissime - giunte prima della sosta col tecnico che andò in ritiro isolato nella sua Torino lasciando Castel Volturno al suo staff - che avevano fatto pensare alle clamorose ipotesi dimissioni.
Oggi, a distanza di mesi da quella sera amara e quelle settimane intense, arriva il retroscena de Il Mattino oggi in edicola da cui si legge:
"Con il Bologna stava per mollare. Ci ha pensato, l'idea lo ha sfiorato, sicuramente".
Dunque, secondo il quotidiano, anche se solo per qualche secondo, Conte avrebbe sicuramente accarezzato l'idea delle dimissioni.
Staccare la spina è stato necessario per ritrovare fiducia, energia e fare un reset determinante. Un ripristino che ha in ogni caso permesso di chiudere l'annata, nonostante altre turbolenze stagionali, con una Supercoppa e un potenziale secondo posto.