De Laurentiis deluso da Mazzarri per due motivi. Il presidente volerà a Londra per chiudere col nuovo tecnico
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Anni stupendi, dice. «Mi sono commosso salutando i ragazzi. Ho preso questa decisione». Mazzarri lascia il Napoli. «Non credo di aver mancato di rispetto. Credo di averne avuto tanto portando il Napoli in alto». Fine del mistero. «Se l’avessi detto prima, dopo la partita con il Bologna, forse non avremmo battuto il Siena: i ragazzi sono legati a me, avrebbero subito un contraccolpo. Bigon e il presidente hanno tentato fino all’ultimo di convincermi. Ma già in estate avevo rifiutato un prolungamento, ho giocato sulla mia pelle. Mi verranno fatte delle offerte, le valuterò. Se avrò l’adrenalina giusta, andrò, oppure resterò fermo qualche mese ». Nega dissidi con De Laurentiis. «I motivi sono dentro me stesso. Un allenatore come Capello dice che 4-5 anni nello stesso gruppo sono troppi. La penso come lui. La squadra ha bisogno di forti scosse da parte mia. Se fossi rimasto ancora, la maggior parte del gruppo non avrebbe risposto come sempre ». E nega di non vedere più margini di crescita. «Farò il tifo perché il Napoli possa vincere lo scudetto ». E lui? «Non ho parlato con nessuna società. Da domani ragionerò sul mio futuro. Corteggiato io? Qualcosa credo di meritarlo». De Laurentiis lo ha salutato nello spogliatoio prima, poi con un tweet. «Ringraziamolo per quanto fatto. Voltiamo pagina proseguendo nella crescita. Via Twitter saprete il nuovo allenatore». I buoni amici si lasciano così: nella forma se non nella sostanza. È passato un anno esatto dal trionfo del Napoli in Coppa Italia, il 20 maggio del 2012 contro la Juve. Resterà il punto più alto e l’unico successo del binomio De Laurentiis- Mazzarri, iniziato virtualmente proprio a Roma il 4 ottobre 2009: quando il presidente spazzò via la gestione tecnica di Pierpaolo Marino e Donadoni. I tre anni e mezzo successivi hanno premiato quella intuizione, ne hanno beneficiato società e squadra per tornare nel giro europeo e ai vertici del calcio italiano. Ma è stata una svolta pure per la carriera del tecnico: cresciuta con i risultati ottenuti dagli azzurri durante la sua illuminata gestione. De Laurentiis e Mazzarri hanno fatto insieme ottimi affari, anche se il matrimonio è stato prevalentemente di interesse e il colpo di fulmine non è mai scattato davvero. Primedonne entrambi: intimamente certi d’essere l’uno il vero artefice dei successi dell’altro. Il presidente non ha infatti perso tempo per ricordarlo ai tifosi. «Vi dovete preoccupare se mi stanco io del Napoli, non se parte un allenatore». Eppure De Laurentiis non se l’aspettava. È rimasto spiazzato quando ha capito che Mazzarri trattava davvero — da settimane — con la Roma e con l’Inter: dove forse si trasferirà. L’Anzhi l’ultima voce. Il club azzurro si è messo a cercare un altro allenatore da una settimana. Per il presidente, certo di strappare un altro sì (con un triennale da 9.6 milioni), due motivi di rancore: per essere stato respinto e per il ritardo con cui ora il Napoli dovrà programmare la rivoluzione. De Laurentiis è stato costretto a un’affannosa ricognizione, cominciata con Allegri e Guidolin e proiettata verso l’Inghilterra: Di Matteo, Zola e adesso Benitez, che potrebbe essere il prescelto. Nei prossimi giorni il presidente è atteso a Londra, dove assisterà alla finale di Champions. È probabile che al rientro porti con sé l’erede di Mazzarri, che parlerà quasi certamente spagnolo. Ci sarebbe un accordo di massima con il tecnico del Chelsea: vicinissimo alla firma. Il Napoli volta pagina.

