Ultimissime notizie covid. La lettera, inviata ai presidenti di tutte le regioni italiane, è datata 17 novembre ed è firmata dal commissario per l'emergenza coronavirus, Domenico Arcuri. Oggetto: Raccolta informazioni per il piano di fattibilità della prima fase di somministrazione del vaccino Covid-19. Si tratta di un documento che, con una buona dose di enfasi, potremmo definire storico perché è tra i primi atti ufficiali ad affermare che ci saranno uno o più vaccini contro il coronavirus. E dice alle Regioni: entro il 23 novembre indicate la lista dei presidi ospedalieri in cui cominciare la vaccinazione. Si partirà con operatori sanitari e anziani delle Rsa a gennaio. E il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, annuncia: «Le Forze armate sono a disposizione per la distribuzione del vaccino».
Nella lettera di Arcuri a tutte le Regioni viene spiegato che il vaccino Pfizer, «il cui iter di validazione sembra essere il più avanzato, permetterebbe all'Italia di disporre già da fine gennaio 2021 di circa 3,4 milioni di dosi da somministrare a 1,7 milioni di persone, è necessario, pertanto, scegliere il target di cittadini a cui somministrare le prime dosi disponibili». Per gli altri vaccini, invece, Arcuri prevede l'utilizzo dei canali tradizionali, a partire dai drive in.
Ma oggi, oltre alla necessità di mettere in moto una macchina organizzativa senza precedenti, c'è da rispondere a una domanda dai mille risvolti, anche etici, che risuona anche in altri paesi europei: la vaccinazione dovrà essere obbligatoria? Il premier Conte si è già espresso per il no, anche al Ministero della Salute per ora sono su questa stessa linea Si dice: non possiamo costringere le persone a vaccinarsi, sarebbe un trattamento sanitario obbligatorio.