Nemmeno per sogno, però fino a un certo punto. E sì, perché per arrivare a certe cose (estremamente preziose) ci vogliono calma e gesso, oltre all’attribuzione dell’adeguato valore. E se la proposta in fin dei conti diventasse veramente indecente, non ci si potrebbe nascondere ad oltranza dietro quella barricata per ora invalicabile. Più di 100, forse 120 o addirittura 150 milioni di euro: limiti lievitanti che, probabilmente, lo stesso De Laurentiis non ha ancora fissato per cedere Kalidou Koulibaly ad un offerente ammantato d’irresistibilità. E ancora: li varrebbe o non li varrebbe? Ma non è nemmeno tanto questo il punto, considerato che le modalità d’un mercato (economicamente) sempre più sfrenato mutano di continuo.
ADESSO NO. Quello che è oramai un acclamato top player, oggetto del desiderio di tutta Europa, sta di fatto che nemmeno per sogno si muoverà a gennaio. Ma, come precisato giorni fa dallo stesso De Laurentiis, potrebbe pure prendere il largo a giugno se (appunto) arrivasse quel tipo di proposta indecente. A quel punto certe resistenze espresse con assoluta fermezza potrebbero sgretolarsi e far posto a… Anzi, lasciare un posto libero e pesantissimo nel bel mezzo della difesa azzurra. Giacché è più che scontato che l’ipotetica partenza del K2, anche fra sei mesi, creerebbe un vuoto davvero problematico da colmare.
RESISTENZA. Per ora gli svariati abbordaggi sono stati puntualmente rintuzzati: si tratta di alcuni top club spagnoli (aggiungiamoci pure il Psg, recente avversario di Champions) e di numerosi inglesi con in testa il Manchester United, a nome del quale l’ex manager José Mourinho s’era spinto ad offrire sino a 105 milioni di euro. Picche come pronta risposta, poiché nessuno permetterebbe a Koulibaly – a cui intanto è stato adeguato e prolungato il contratto fino al 2023 - di lanciarsi da un’auto in corsa (ancora su tre fronti). Tanto più se l’implacabile franco-senegalese, quello che fa scattare ovazioni a ripetizione a commento d’interventi fenomenali, dovesse continuare con l’andazzo corrente. Seguitare cioè a giocarle tutte, indistintamente, dal primo all’ultimo secondo.