Ultime notizie SSC Napoli - L'edizione oggi in edicola de Il Mattino - in un articolo a firma di Guido Trombetti, titola: "Il rumore (inutile) della piazza". Sul quotidiano, in alcuni passaggi chiave, si legge:
"La partita sembra ormai chiusa. Max Allegri sarà il nuovo allenatore del Napoli per il prossimo biennio se non per il prossimo triennio. Tengono banco le discussioni intorno alla scelta del presidente. Uno degli argomenti forti usati da coloro che non condividono la decisione della società è che la piazza sarebbe contro Allegri. Io non condivido questa affermazione. E non la condivido da più punti di vista. Intanto perché essa sottende l'idea che a governare debba essere la piazza. Cosa assolutamente deprecabile. La piazza non può governare un Paese, una città, un condominio, un azienda. A governare devono essere i governanti. Ma poi di quale piazza si parla? Temo che si faccia riferimento alla parte più rumorosa e pittoresca della tifoseria (per carità avente pieno titolo a manifestare le sue idee). Quella che, magari perché non ha altro da fare, passa ore al telefono nel tentativo disperato di prendere la linea e gridare attraverso la radio le proprie pulsioni urbi et orbi.
O quella che scarica amori, odi, e frustrazioni sulla tastiera del computer inondando i social di giudizi tranchant e di rancori. Senza alcuna considerazione per la storia. Senza leggere i curricula. I fatti ci diranno se la scelta di De Laurentiis è stata quella giusta. Quello che a me appare chiaro è che la scelta del metodo del presidente sia stata, come sempre in oltre vent'anni, la più intelligente che un imprenditore possa assumere. Decidere insieme al suo staff a prescindere dalla rumorosità di quelli che si affidano ad antipatie ancestrali e non a processi aziendali consolidati". Si dubita del sondaggio di Piepoli soltanto perché si fa riferimento agli umori di quella che io penso sia la parte più passionale, ma certamente minoritaria, degli appassionati che seguono il Napoli giorno per giorno. E se il ventennio di De Laurentiis ha avuto un pregio ed una caratteristica sono stati quelli di non sottostare ai diktat prodotti da posizioni aprioristiche. Lo ripeto la scelta potrà essere un successo o meno. Ma il metodo ancora una volta è quello giusto. Ragionare, analizzare, calcolare e poi decidere senza farsi condizionare dalle spinte emotive.
[...] Al presidente i miei complimenti per aver scelto ancora una volta senza farsi condizionare da fattori esterni irrazionali e assumendo su di sé tutte le responsabilità delle difficili decisioni assunte. Ma in fondo tutte queste chiacchiere saranno spazzate via dopo il primo allenamento a Dimaro quando l'amore per la maglia azzurra ritornerà ad essere l'unico fattore che muoverà la nostra emotività di inguaribili tifosi".
