È la vittoria di un allenatore che conosce il calcio, sa leggere le partite e non ha paura di rischiare. Massimiliano Allegri sorprende il Frosinone con una scelta tattica coraggiosa, costruendo un Napoli diverso dal solito e sfruttando le caratteristiche dei suoi uomini migliori come spiega Repubblica.
Il tecnico azzurro è consapevole degli equilibri ancora da trovare in una rosa con tanti giocatori offensivi e altri più adatti alla fase difensiva. Con Anguissa e McTominay assenti, Allegri decide così di cambiare spartito e affidarsi a un 3-4-3 apparentemente spregiudicato, ma studiato per mettere in difficoltà una delle squadre più interessanti del campionato.
La scelta di rinunciare inizialmente a centrocampisti più fisici e aggressivi rappresenta il rischio maggiore. In mezzo al campo ci sono soltanto due riferimenti di ruolo, Lobotka e De Bruyne, chiamati a gestire il pallone e a trovare le linee di passaggio giuste.
Il Frosinone prova a controllarli con Schmid e Masini, ma il duello non produce gli effetti sperati per la squadra avversaria. Il Napoli riesce così a sfruttare gli spazi e a dare maggiore libertà ai propri giocatori offensivi.
La mossa di Allegri non è soltanto una variazione numerica: è un modo per togliere punti di riferimento agli avversari, costringerli a disunirsi e creare situazioni favorevoli sulle corsie esterne.
Uno dei principali benefici del nuovo assetto si vede sulla destra. Giovanni Di Lorenzo ritrova tempi e incisività negli inserimenti, accompagnando con continuità la manovra offensiva.
Il capitano sembra aver beneficiato della pausa per ritrovare energie e brillantezza. Al suo fianco c'è un David Neres vivace e intraprendente, tornato a disposizione con la voglia di incidere e di creare superiorità nell'uno contro uno.
La combinazione tra le sovrapposizioni del terzino e l'imprevedibilità del brasiliano offre al Napoli una soluzione importante per allargare la difesa avversaria e attaccare gli spazi.
Sull'altra corsia Allegri ripropone principi simili. Leonardo Spinazzola accompagna l'azione con le sue accelerazioni, mentre Noa Lang interpreta il ruolo con maggiore consapevolezza e pericolosità.
L'olandese può così concentrarsi sulle situazioni in cui riesce a fare la differenza: puntare l'uomo, attaccare l'area e sfruttare gli spazi creati dai movimenti dei compagni. La presenza di Spinazzola alle sue spalle contribuisce a rendere più imprevedibile la manovra.
È una soluzione che permette al Napoli di distribuire meglio le proprie risorse offensive, senza dipendere esclusivamente dalle giocate centrali.
La partita contro il Frosinone offre ad Allegri indicazioni preziose. Il 3-4-3 nasce anche dall'esigenza di sopperire alle assenze di Anguissa e McTominay, ma può diventare un'opzione da riproporre quando le caratteristiche degli avversari lo consentono.
Naturalmente, schierare soltanto due centrocampisti di ruolo comporta dei rischi, soprattutto contro squadre capaci di aggredire con intensità e attaccare gli spazi. Ma proprio qui emerge la lettura dell'allenatore: adattare il sistema ai giocatori disponibili, invece di costringere la squadra a interpretare sempre lo stesso copione.
Allegri ha scelto di osare e il Napoli ha trovato nuove soluzioni. La vittoria non cancella il lavoro ancora necessario per raggiungere l'equilibrio ideale, ma dimostra che la duttilità tattica può diventare un'arma importante per gli azzurri.