Secondo l'edizione di oggi del Corriere del Mezzogiorno, la «prima» contro la Svezia è stasera e dirà tantissimo verso la conquista dei mondiali in Russia. Sarà presumibilmente una «prima» senza lo scugnizzo di Napoli, Lorenzo Insigne. Il piccoletto - neanche un metro e sessantacinque di altezza - fino a qualche anno fa guardato anche con un certo snobismo dall’Italia del calcio, oggi divide i grandi esperti. La sua esclusione è diventata argomento di dibattito al punto da dividere la Nazione. E, forse, anche la stessa Nazionale di Ventura. Insigne resta in panca, il ct ha scelto un modulo con due punte che poco si adatta alle caratteristiche del «nano» di terra napoletana (che in quel ruolo con il Napoli ci ha pure giocato). Zeman fa fatica a vedere il suo pupillo in panchina (sottolinea: «non sono di parte»), ma persino Sacchi bacchetta l’«amico» Ventura: «E’ il miglior talento italiano ed è il giocatore più in forma». Il ct è invece certo della sua scelta e neanche l’infortunio di Zaza lo ha convinto. Giocherà Belotti, evidentemente con Immobile. Diventa curioso assistere alla levata di scudi per Insigne, quasi come se si stesse parlando di uno alla Messi, alla Baggio d’un tempo. Gli stessi detrattori di qualche anno fa, oggi convengono evidentemente che di fronte alla pochezza tecnica, un talento come lui dovrebbe sempre giocare. Ventura ha scelto una impostazione tattica diversa e probabilmente risparmia Insigne per il ritorno. Ma per uno come lui una deroga al credo tattico, forse, avrebbe potuto farla. O magari, a sorpresa, la farà.