Donato Martucci scrive sull'edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno: "Continuità, poca cattiveria agonistica, mancanza di personalità e di motivazioni. Ormai Rafa Benitez non sa dare più una spiegazione a quello che sta accadendo al suo Napoli. Una sola parola racchiude tutti questi aspetti che stanno colpendo la squadra partenopea: crisi. Acuita dalla vittoria di ieri pomeriggio della Lazio in casa del Torino, con relativo sorpasso dei biancazzurri al terzo posto. Eppure la grande partita con la Dinamo Mosca aveva illuso tutti. Il Napoli, pur ferito dal gol russo, si era rialzato grazie ad Higuain ed era andato a sego tre volte. Aveva mostrato allo stesso tempo tutti gli ingredienti e la voglia di vincere che sono mancati nella partita di Verona. Ma i numeri sono impietosi e non lasciano spazio alle interpretazioni. Contro la squadra di Mandorlini è arrivata la terza sconfitta esterna consecutiva. Il Napoli ha conquistato solo quattro punti nelle ultime cinque partite e nel mese di marzo non ha mai vinto in campionato. Nelle ultime cinque gare ha incassato otto reti e ne ha segnate sei. La rincorsa al secondo posto sembra un’utopia e il terzo posto si allontana. La squadra partenopea alla stessa giornata dopo 27 giornate e a meno nove rispetto alla scorsa stagione e a meno sette rispetto a due stagioni fa. Benitez ha detto che spiegherà il suo futuro fra poche settimane, ma intanto con alcune scelte poco condivisibili sta dilapidando quanto di buono con il filotto di vittorie. D’accordo, il turnover andava fatto, ma magari non lasciando il re di coppa Higuain in panchina che con la sola sua presenza avrebbe potuto spaventare la retroguardia del Verona. E’ vero, il Pipita è quello che ha giocato più di tutti e bisogna preservarlo per il rush finale, ma quella di Verona era l’ultima chance per poter inseguire il secondo posto. Ora diventa tutto più complicato con le inseguitrici che hanno rosicchiato al Napoli ben sette punti di vantaggio. Il presidente De Laurentiis, che è voluto stare vicino alla squadra, ha capito che il Napoli sta attraversando un momento no e che si stanno sperperando punti: un doppio anno senza Champions potrebbe essere deleterio non solo per le casse societarie ma anche per l’intero progetto tecnico. Il produttore è però tornato ieri a Roma e non ha incontrato lo staff tecnico. La squadra non può aver mollato in campionato: è ancora troppo presto. E nemmeno aver puntato sui singoli trofei, Coppa Italia e Europa League, può essere una scusante sia per il tecnico che per la squadra. Intanto perché c’è da giocare ancora un ritorno non del tutto scontato e arrendersi ora sarebbe un ulteriore suicidio. Giovedì a Mosca e poi con l’Atalanta vedremo se il Napoli avrà capito la lezione oppure sarà tutto rimandato a settembre magari con un nuovo maestro e con nuovi interpreti".