Marco Marsullo, scrittore, scrive sull'edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno: "E persino Maradona si era scomodato a predirlo: il Napoli di Sarri non sarà mai grande. Apriti cielo. In città tutti a dare ragione al Pibe de Oro che, si sa, se dice che la Terra è quadrata qui a Napoli corrono a gettare via i mappamondi e disdire ogni crociera e volo transoceanico. Eppure, per una volta, D10S non ci ha preso, e dargli torto mi costa parecchio, dato che sono uno di quelli che ora deve andare a recuperare il mappamondo nel bidone dell’indifferenziata. [...] Sarri è come Zeman: dategli una retorica e lui la insegnerà ai suoi discepoli, dategli un integralismo, un credo, e lui farà giocare tutte le squadre al solito (bel) modo. [...] Il Napoli di Sarri ha esaltato gli interpreti, reso tutti solisti in un gruppo di pari; parentesi, il mercato del Napoli, bistrattato dai più, ve lo rilancio in chiave moderna: ma forse sia stato il più grande investimento non vendere Higuain e compagnia? [...] Con Benitez… dài, non siamo sciocchi, il Napoli di Benitez era un malinteso tattico dalla A alla Z. Mentre adesso la somma dell’area di tattica, contropiede e pressing è uguale a quella dell’area costruita sul piede destro di Insigne, che a furia di rientrare dal vertice sinistro ha disegnato una costellazione nuova e imprendibile".