Ultime news SSC Napoli - Vi proponiamo un estratto dall'editorale per il Corriere del Mezzogiorno di Vittorio Zambardino:
"Il panico no, evitiamolo. Pare proprio che nel Napoli sia il momento del grande scaricabarile. Questo si legge nelle parole di Walter Mazzarri pronunciate nell’immediato dopo partita, un atto di accusa ai suoi «titolarissimi». La piazza non chiede di meglio che di alimentare lo sfogatoio contro nuovi bersagli, strepita e inveisce per la vergogna dello 0-4 di coppa Italia e si agita alla ricerca dell’inesistente «causa unica» della crisi. Ma è solo un’altra scena del copione che viene recitato da luglio. Il desiderio di dissoluzione che dall’estate governa ogni mossa della società ha innescato una catena di errori e di malagestione che oggi tutti i commentatori riconoscono.
Ben arrivati. I giocatori hanno retto al posto di combattimento fin quando hanno potuto, con dignità professionale e tenacia. Poi, simbolicamente, sono crollati con il loro uomo più rappresentativo, il capitano Di Lorenzo. È una questione di nervi, di stress, forse di immane disagio. Adesso bisogna salvare il salvabile. Provateci voi a lavorare per cinque mesi e mezzo con il capo dell’azienda che come il Cappellaio Matto di Alice nel Paese delle Meraviglie dà i numeri mentre assiste impotente al disgregarsi della società. E provate voi a lavorare con un allenatore, Garcia, che conosce la squadra che guida come un beduino del deserto conosce il Polo Nord, e la guida di conseguenza. Poi provate ancora a gestirvi in uno spogliatoio dove in tanti non hanno rinnovato il contratto, molti mugugnano e il migliore scalpita per andarsene e andrà comunque via per un mese e mezzo (il rinnovo? Notizie? Quanti centesimi mancano alla firma?). E provate voi ad affrontare l’enigma tecnico, oggettivo, già evidente l’anno scorso, dell’invecchiamento di un gioco ormai ben conosciuto dagli avversari e quindi prevenibile e battuto più e più volte. Infine una condizione fisica scadentissima. Per chiudere in bellezza la minestra riscaldata di un secondo tecnico, uno che andava benino dieci anni fa ma che adesso si muove come un emigrante tornato al paese che ha un po’ scordato la lingua e non conosce i posti nuovi.
Non ha alcun senso cercare oggi «il responsabile» singolo o la causa singola. Sotto la non-direzione del Cappellaio, ognuno ci ha messo del suo, fenomeno tipico delle crisi, e se proprio dobbiamo trovare uno da portare alla Norimberga del pallone, questo è Aurelio De Laurentiis, che sembra davvero umanamente in difficoltà, come paralizzato: in questi mesi ci sarebbe da ricostruire una struttura societaria. Ci sta pensando? Oppure si fa ancora tutto in famiglia? Ma soprattutto, adesso che succede? In sette partite con Mazzarri sono arrivate quattro sconfitte, il paziente non risponde alla cura. Chiediamoci qual è il punto finale di questa caduta".
