La gabbia intorno al Gabbia: tutti zitti fino a Capodanno. Manolo Gabbiadini e il Napoli sono a un passo, a meno di un passo, ma all’apertura del mercato di gennaio manca ancora un po’ e tutte le parti in causa hanno sposato la linea del: «Vedremo, stiamo parlando». Nel frattempo, però, probabilmente è meglio anticipare un po’ i tempi e portarsi avanti con il lavoro. Partendo alla scoperta di Gabbiadini detto Gabbia: ex meccanico, gemello del gol di sua sorella Melania e (giovane) uomo della Nazionale del futuro. Come Insigne. E allora, la saga. La storia di una famiglia bergamasca di Bolgore, i Gabbiadini, che da quando le cose hanno cominciato a girare in un certo modo non fa altro che macinare chilometri: i signori Giuseppe e Gabriella, papà e mamma, trascorrono i weekend a inseguire i sogni e i colpi di Melania, la sorella maggiore di 31 anni che del calcio femminile è una vera e propria star e gioca nel Verona, e poi di Manolo, il piccolo di casa con i suoi 23 anni. Legato alla sorella in maniera viscerale, che per il momento gioca nella Samp. Trasferte ancora agevoli, l’auto va bene: da gennaio, però, ai Gabbiadini toccheranno gli aerei Verona-Napoli.
Al di là del rapporto e della somiglianza con Melania, appassionata di tatuaggi tanto da graffiare la pelle del fratello con tre stelle, di Manolo si sa anche che a 16 anni ha lavorato come meccanico. Nell’officina dello zio a Bagnatica: fino ai 18, più o meno, salvo poi cominciare a fare sul serio con l’Atalanta. Dall’esordio in serie A, a 18 anni e 4 mesi contro il Parma e al posto di Tiribocchi il Tir, Gabbiadini non s’è più fermato: il Bologna in prestito dalla Juve, la titolare del suo cartellino dal 2012, la Samp in comproprietà e poi la Nazionale. Prima l’Under 21, con cui vanta anche l’argento all’Europeo 2013 in Israele insieme con Lorenzo Insigne, e poi quella maggiore. Da Prandelli a Conte, che tre settimane fa l’ha anche lanciato nell’amichevole con l’Albania a Marassi. Il suo stadio. La sua arena. L’esplosione definitiva è andata in scena con Sinisa Mihajlovic: da quando il serbo è alla Samp, Manolo è cresciuto a dismisura, migliorando anche in copertura e da attaccante esterno. In appoggio alla punta: il ruolo che lui dichiara da sempre di sentire nelle vene. Numeri: 4 gol in campionato e 2 in Coppa Italia, finora; l’ultimo realizzato proprio giovedì con il Brescia, nel giorno dell’incontro del suo manager con De Laurentiis. Firmerà un contratto di 4 anni e mezzo a un milione e mezzo di euro (o giù di lì). Alla Juve e alla Samp, invece, andranno 11 milioni più bonus.