Ultimissime Serie A - Il caso Rocchi va dritto verso l'archiviazione. La tempesta giudiziaria che ha travolto il mondo arbitrale della Serie A sta per sfongiarsi, almeno sul fronte della giustizia penale. Salvo clamorosi colpi di scena dell'ultimo minuto, infatti, la Procura di Milano si appresta a far calare il sipario sull'indagine più spinosa degli ultimi mesi: quella per presuntafrode sportiva a carico dell'ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi.
Tuttavia, come riportato anche da La Repubblica oggi in edicola, i magistrati milanesi hanno infatti formulato al gip la richiesta di archiviazione sia per l'ex capo dei fischetti di Serie A e B (nel frattempo dimessosi dal suo incarico) sia per l'Inter, che era stata iscritta nel registro degli indagati per la responsabilità amministrativa degli enti.

Al centro dell'inchiesta della Procura milanese â guidata da Marcello Viola, insieme all'aggiunto Paolo Ielo e al pm Maurizio Ascione â c'era l'ipotesi che le designazioni arbitrali di alcune sfide di cartello fossero state in un certo senso pilotate per favorire i nerazzurri.
Il faro degli inquirenti si era acceso in particolare su quattro incontri specifici: Inter-Milan, Inter-Verona e Bologna-Inter della scorsa stagione più la recente Torino-Inter del 26 aprile 2026.
Secondo l'impianto accusatorio iniziale, Rocchi avrebbe agito d'intesa con alcuni esponenti del club milanese, sfruttando presunti rapporti preferenziali con l'ex presidente della FIGC, Gabriele Gravina, per garantire la designazione di direttori di gara "graditi" o evitare quelli sgraditi (emblematica la frase intercettata"loro non lo vogliono più vedere", riferita all'arbitro Doveri).

Le indagini sono state approfondite e hanno fatto uso di intercettazioni, testimonianze e persino pedinamenti. Tra gli episodi documentati dagli investigatori figura anche un incontro a San Siro tra lo stesso Rocchi e Giorgio Schenone, club referee manager dell'Inter (figura che, è bene precisarlo, non è mai stata indagata nel procedimento). Tuttavia, pur avendo ricostruito la sussistenza storica di singoli episodi di interferenza e pressione, i pubblici ministeri hanno stabilito - come spiega il quotidiano - che non è emerso alcun "sistema strutturato" volto a manipolare le nomine arbitrali o a condizionare l'esito dei match.
Per configurare il reato di frode sportiva sotto il profilo penale, occorrono condotte idonee a incidere concretamente sulla regolarità delle partite. Elementi che la Procura non ha ritenuto sufficienti per sostenere un'accusa in tribunale. Ma se il capitolo penale si avvia alla conclusione, non si può dire lo stesso per quello sportivo. La Procura di Milano ha infatti deciso di trasmettere tutti gli atti d'indagine agli organi della Federcalcio.
I documenti finiranno a breve sulla scrivania del procuratore federale Giuseppe Chiné. Spetterà a lui valutare se il materiale raccolto dai pm milanesi â pur non avendo rilevanza penale â possa comunque configurare una serie di violazioni disciplinari del codice di giustizia sportiva a carico dei soggetti coinvolti e dell'Inter.