Ultime notizie Serie A - Fabio Capello, ex allenatore di Milan, Roma e Juventus, parla alla Gazzetta dello Sport.
«Purtroppo il calcio italiano è quello visto a Zenica, perché basta guardare anche la Champions, che è il top, e la risposta è unica: il calcio italiano è così».
Come si spiega il disastro della Nazionale?
«La partita con la Bosnia si poteva anche vincere, perché abbiamo commesso degli errori, però se non ci qualifichiamo anche dopo l’ampliamento delle partecipanti al Mondiale, significa che abbiamo dei problemi. Abbiamo visto che il nostro movimento deve fare qualcosa di diverso, deve cercare un’altra via, perché sono stati fatti degli errori che stiamo pagando, fallire tre qualificazioni di seguito significa che la malattia non è stata curata».
Difetti più di tecnica, fisico, o mentalità?
«Tecnici. La Nazionale è lo specchio del campionato italiano. Da noi si cammina o si corricchia, negli altri Paesi corrono e scattano. Se vai a giocare una partita dove devi scattare, non sei abituato e vai in difficoltà. L’abitudine ti porta a pensare prima, ad aver la tecnica per anticipare il passaggio, per la velocità dello stesso e del controllo, tutte cose che noi in Italia facciamo a un ritmo non adeguato per il livello internazionale».
I giovani non arrivano nonostante le promesse: spariscono spesso dopo le juniores, perché?
«Se parliamo di Coverciano, dei settori giovanili, sono andati in mano a gente che non sapeva di calcio. Con troppe carenze tecniche, anche chi arriva più avanti le dimostra ancora. Oppure bisogna dare colpa anche agli allenatori che non vedono, non hanno coraggio, perché è impossibile, se hai una Nazionale giovanile in cui fai bene, che non ci siano giocatori che vanno messi nelle prime squadre».
Torniamo a casa nostra: tre ct in due anni e mezzo hanno contribuito ad aumentare la confusione?
«Spalletti purtroppo ha fatto un bruttissimo Europeo, mancava completamente l’animus pugnandi, eravamo di una passività vergognosa. Di Mancini è meglio non parlare perché uno che molla la barca e va via per me è squalificato, troppo comodo. Gattuso ha cercato di recuperare la barca, ci ha dato determinazione e grinta, è stato tradito da un errore di un giocatore che lo poteva evitare. Ci saremmo attaccati, se fosse andata bene, a questo recupero di squadra, ma non avevamo fatto grandi partite. Saremmo andati al Mondiale ma sempre balbettando».
