L’attaccante del Napoli Giacomo Raspadori continua a segnare con la maglia della Nazionale, anche ieri contro l’Ungheria. Di seguito voti e pagelle dei quotidiani in edicola.
Due gol decisivi in due partite e siamo a quota cinque. Sta diventando la sua Nazionale, qui in versione d’area, alla Pablito. Testa e senso della posizione. Raspagol.
Si serve a una tavola apparecchiata da altri, ma il 5° gol azzurro non lo divora, anzi lo gusta parecchio
Nella città del mago Houdini, dopo un inizio non facile, appare da illusionista dietro a Gnonto e segna il quinto gol azzurro.
Il gol dal falchetto dell’area qual è, sempre in apparenza troppo piccino per poter sfondare, e invece spunta dal nulla e ti punisce, con insospettabile perfidia. Secondo gol di fila in Nazionale. Dopo, tiene pochi palloni, e potrebbe fare meglio: in quello deve ancora crescere, e lo farà con Spalletti
Mancini lo richiama. Giacomino risponde dimostrando le doti da opportunista che avevano suggerito l’accostamento a Pablito: quando Gnonto frana con Gulacsi, tiene la palla a terra, dribbla e deposita in rete. Scelta giusta, rapidità d’esecuzione. Rendere semplice una giocata complicata di solito riesce ai fuoriclasse. Altro gol pesantissimo. C’è la sua firma sulla Final Four.
Secondo gol consecutivo, stavolta da “rapinatore” districandosi nella situazione con adeguata freddezza. Conferma intelligenza nei movimenti anche se alla lunga cala un po'.
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