Bruno Giordano: "C'è una cosa extra campo che accomuna il mio Napoli con questo. L'episodio del 1988 mi crea ancora dispiacere"

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Bruno Giordano ha parlato al Corriere dello Sport

Calcio Napoli - Bruno Giordano ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport. L'ex attaccante del Napoli ha parlato delle analogie tra la sua squadra che vinse il primo scudetto e quella attuale allenata da Luciano Spalletti:

"C’è un senso di allegria che appartiene al Napoli attuale e che riconduce al nostro. La forza di un gruppo eccezionale, che in noi veniva esaltata da Diego - ovviamente - ma che apparteneva anche ad altri calciatori umani e comunque, lo dico con umiltà sia chiaro, straordinari, stavolta la rivedi nell’allegria e nello spettacolo che Osi e Kvara riassumono"

A lei è rimasto un dolore. 

«Il secondo scudetto potevamo vincerlo nell’88, quando cedemmo in maniera inaspettata e incredibile. Avessimo avuto una società un poco più attenta e capace di fronteggiare quella crisi, forse il Milan non sarebbe riuscito ad approfittare delle nostre défaillance. Ma ormai è andata, devo rassegnarmi». 

Questo Napoli può «vendicare» quel suo primo maggio dell’88? 

«Sarebbe una rivincita, se andasse in un certo modo. Può aprire un ciclo, come lo fece quel Milan di Sacchi che venne a vincere al San Paolo. Lì nacque quella favola. L’avessimo pareggiata, chissà, magari sarebbe successo altro. Ma questi sono i se ed i ma. Io con il Napoli di Spalletti mi diverto, c’è un calcio internazionale, una mentalità aperta, una disinvoltura nel rendere incantevole il gioco. Magari non sarà stavolta, perché il pericolo è dietro l’angolo, ma qui ci sono le basi per costruire qualcosa di immenso e di duraturo». 

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