Atalanta, Duvan Zapata: "Napoletani popolo speciale per la mia famiglia, ma fui emarginato dal club: per ADL non ero importante. Ricordo con Koulibaly..."

Rassegna Stampa  
Duvan ZapataDuvan Zapata

Lunga intervista rilasciata da Duvan Zapata all'edizione odierna della Gazzetta dello Sport. Ecco quanto dichiarato dalla punta colombiana dell'Atalanta

Lunga intervista rilasciata da Duvan Zapata all'edizione odierna della Gazzetta dello Sport. Ecco alcuni passaggi evidenziati da CalcioNapoli24: "A Napoli come calciatore ho imparato a resistere. Come uomo ho conosciuto un popolo speciale per me e la mia famiglia"

E oggi cosa vede?
"La stanza della clinica dove è nato mio figlio Dayton. Il golfo di fronte alla mia casa di Posillipo: aprivo la finestra e avevo Capri davanti"

Se domani non fosse in ritiro: un luogo, un cibo e una persona da riabbracciare
"Tre domande, una risposta sola. Il ristorante del mio amico Edoardo a Quarto: mozzarella e parmigiana di melenzane. Allora non la apprezzavo neanche tanto, ho capito cosa mi ero perso"

Arrivò alla Samp e disse: al Napoli sono stato emraginato

"Confermo anche questo. Fu dura, ero tornato sapendo di dovermene andare subito ma fu cceduto all'ultimo giorno di mercato: De Laurentiis disse no al Torino tre volte, ero troppo poco importante per lui. Io sono grande e grosso, mi serviva una buona preparazione: invece mi scaldavo con la squadra e poi mi allenavo da solo"

Meglio il Napoli di Sarri o quello di Ancelotti?
"Il Napoli è sempre il Napoli: pericoloso. Da fuori quello di Sarri era più bello da vedere, ma aveva due anni di lavoro alle spalle. Forse il vero Napoli di Ancelotti si vedrà l'anno prossimo"

Il vero Koulibaly invece si vede da un po'...
"Se sta bene devi saltarlo più di una volta per essere sicuro di averlo superato, ma niente e impossibile per fortuna. Quante risate ci siamo fatti: quando avevo capelli corti come lui, per strada ci confondevano. Urlavano "Kalidou!" e mi giravo io, "Duvan" r rispondeva lui"

L'eliminazione dall'Europa darà al Napoli più rabbia o più demotivazione?
"Demotivati a metà aprile? Non credo, e comunque Ancelotti sa cosa fare nel caso. Ma noi abbiamo buoni argomenti per fare una buona partita"

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