di Claudio Russo – twitter:@claudioruss
Lo spettacolo a cui abbiamo assistito stamattina al San Paolo difficilmente lo si vede da qualche altra parte. Il 2 gennaio, quando tutti preferiscono stare rintanati nelle proprie case a riprendersi da Capodanno, quando tutti preferiscono stare nelle proprie case per proteggersi dal freddo. Eppure, stamattina, il San Paolo era pieno per metà.
Doveva essere aperto soltanto il settore dei Distinti, si è finiti per riempire anche la Curva B. Si parlava di 15-18mila tifosi, ne sono arrivati almeno 25mila. Più della media stagionale, più di quelli che erano accorsi per le partite di Europa League o alcune di campionato. Un successone, insomma. Per festeggiare la Supercoppa vinta contro la 'odiata' Juventus, per guardare da vicino il nuovo acquisto Ivan Strinic, per stare al fianco degli azzurri ed iniziare al meglio il 2015.
E' stata una mattinata d'amore vero e proprio, ammettiamolo senza giri di parole. Di allenamento se n'è fatto poco, a ritmi blandi ed esercizi semplici, alla fine si è ridotto tutti in pochi momenti: l'ingresso in campo, con Benitez che entra per ultimo e lascia il palcoscenico e l'ovazione ai suoi ragazzi; i cori personalizzati per Josè Callejon, la freccia roja della fascia, Gonzalo Higuain, il Pipita goleador della Juventus, Marek Hamsik, il capitano che proverà a lasciarsi la crisi alle spalle, Rafael, il simbolo di Doha pronto a riappropriarsi della sicurezza necessaria per difendere i pali.
Il sorriso di Rafa, i baci di Higuain alla Supercoppa, i tanti palloni calciati dagli azzurri sugli spalti come a simboleggiare un filo per legarsi di nuovo a quelli che, negli ultimi tempi, avevano deciso di rimanere a casa piuttosto che riempire gli spalti di un San Paolo sulla cui carcassa De Laurentiis e De Magistris si lanciano gli stracci in modo da perdere entrambi. Un pallone per provare a ricucire un legame deteriorato da alcuni risultati negativi e ricomposto, in parte e bene, tramite la Supercoppa di Doha.
Una mattinata, questa del 2 gennaio 2015, in cui Napoli (intesa come SSC Napoli) prova a riprendersi Napoli (intesa come città). Anche per rispondere all'intervista del presidente De Laurentiis che ha definito l'ambiente non maturo per poter puntare allo scudetto. Può darsi, chi lo sa. Però i 25mila di oggi, forse di più, sono un segnale forte da non sottovalutare. Alla fine i napoletani, al Napoli, vogliono bene anche nei momenti difficili. Poi, se il Napoli apre l'anno con questa 'operazione-simpatia', e questa raggiunge un successo insperato, possiamo dire che l'ottimismo c'è. Ora però, a partire dal Cesena, serviranno i risultati.
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