Una delle principali telenovele che hanno accompagnato questa sessione estiva di mercato per il Napoli è stata senza ombra di dubbio quella legata alla ricerca dell'alter ego di Lorenzo Insigne, con il nome di Oleksandr Volodymyrovyà ZinÃenko che è risultato essere tra i più ricorrenti. Ucraino di proprietà del Manchester City e già nel giro della Nazionale del suo Paese, arriverebbe all'ombra del Vesuvio in prestito secco. Un'operazione, per intenderci, alla Chalobah.
Detto ciò, siamo sicuri sia la mossa giusta? Ragioniamo: il ragazzo è reduce da un paio di stagioni in chiaroscuro, per usare un eufemismo, all'Ufa prima ed al PSV poi, e troverebbe pochissimo spazio per i primi 4-5 mesi perché avrebbe bisogno di tempo per inserirsi nei meccanismi offensivi azzurri e per imparare la lingua, senza dimenticare che dovrebbe poi salutare dopo poco per rientrare al campo base. E, come se non bastasse, c'è un certo Emanuele Giaccherini in rosa che può essere una freccia importante nella faretra azzurra, specie in partite con squadre di medio-basso livello contro cui può davvero e ancora fare la differenza.
Disciplina tattica, tanta corsa e buona qualità tecnica individuale a disposizione di Maurizio Sarri. Una pedina da usare, certamente con parsimonia, ma che può essere utile soprattutto per permettere, di tanto in tanto, al 'Magnifico' di tirare i remi in barca e riprendere fiato in vista di una stagione che si prospetta essere piena di impegni. Praticamente per svolgere quel lavoro per il quale è stato acquistato l'anno scorso. A questo punto la domanda sorge spontanea: conviene prendere un talento da valutare in Italia in prestito secco dai Citizens, relegarlo in panca almeno fino a febbraio per poi perderlo dopo una sola stagione e lasciarsi sfuggire un calciatore come Giak di sicura affidabilità? Puttosto che su ZinÃenko, viriamo su Giackenko!
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