Per la prima volta il Napoli non ha un partito

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Per la prima volta il Napoli non ha un partito

In passato si è dato vita a dei movimenti calcistici social molto forti. Oggi tutti, per la prima volta, pensano da Napoli

Mazzarriani, rafaeliti, sarristi, ancelottiani ed infine gattusiani. Da quando il Napoli è tornato nuovamente in serie A abbiamo assistito, ciclicamente, alla fondazione di veri e propri movimenti calcistici, molto simili a dei partiti, di gruppi di tifosi che si identificavano in tutto e per tutto con l'allenatore dell'epoca. Posizioni diventate sempre più forti tanto poi da essere strumentalizzate per andare contro il tiranno De Laurentiis dando vita a lotte interne che hanno portato soltanto distruzione oltre che alimentare un clima di tensione come del resto si è poi visto anche questa estate.

Che possa piacere un allenatore ci può stare, ma idolatrarlo fino anche a rinnegare l'amore più importante della vita di un tifoso, in questo caso il Napoli, è sembrato troppo. Nel calcio, piaccia o meno, non bisogna mai affezionarsi a nessuno perchè parliamo di professionisti che girano il mondo e firmano contratti per fare sempre di più carriera. Dopo l'addio di Mazzarri sembrava che il Napoli non potesse avere più un seguito. Arriva Benitez, porta tanti calciatori di nome, alcuni impensabili, ed in città nasce il motto "In Rafa we trust". Dopo lo spagnolo approda Sarri, accolto inizialmente con tanta diffidenza salvo poi scoprire, opportunisticamente, di avere tanti ammiratori che parlano di Sarrismo con il famoso movimento "Sarrismo gioia e rivoluzione" sparito poi con il 'tradimento' di Maurizio alla Juve. Arriva Ancelotti, tutti si identificano in lui per carisma e trofei vinti. Anche qui, come i suoi predecessori, nascono i seguaci che portano avanti la sua difesa. Poi c'è Gattuso ed infine Spalletti. 

Bene, per la prima volta Napoli non ha fondato un partito, un movimento per il suo allenatore. Tra l'altro, detto in maniera diretta, a Luciano girerebbe molto si parlasse di Spallettismo. Oltre alla missione di portare un Napoli in vetta alla serie A con 18 punti di vantaggio sulla seconda, Spalletti è riuscito nell'impresa di unire tutta la piazza sotto un'unica bandiera ed un unico ideale senza esaltazione del singolo inteso come allenatore o calciatore. Oggi si pensa tutti da Napoli, non ci sono spazi per altri partiti personali. La forza del primato sta tutta qui. Scusate se è poco.

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