di Claudio Russo – twitter:@claudioruss
E' arrivato il 2015, e con esso tutto quello che ne concerne. Per il Napoli, ovviamente, riparte la corsa al terzo posto che vale l'accesso ai preliminari di Champions, fondamentali per continuare l'avventura ad alti livelli mantenendo le finanze a buon livello senza intaccare il tesoretto di 72 milioni accumulato da Aurelio De Laurentiis che, secondo Dagospia, ha festeggiato il Capodanno in un resort di lusso alle Maldive
Ovviamente non si può non prescindere dal mercato: Manolo Gabbiadini e Ivan Strinic sono i primi due colpi ai quali potrebbero, forse, seguirne degli altri: dipenderà dalle cessioni nei diversi reparti, se dovesse partire un difensore (Henrique?) o un centrocampista (Inler?) allora a quel punto si potrebbe puntare ad un nuovo rinforzo (Vlaar? Camacho? tanto per dirne due). Magari anche un terzino destro per anticipare il probabile addio di Christian Maggio e Giandomenico Mesto a fine anno: che sia Matteo Darmian del Torino o Giulio Donati del Bayer Leverkusen, poco cambia. Si resta sempre nell'idea dei colpi giovani, futuribili, magari da monetizzare nel giro di diverse stagioni.
Sarà un'apertura di 2015 dedicata, ovviamente, alla questione del rinnovo di contratto: l'accordo che lega Rafa Benitez al Napoli scade a giugno, e i segnali finora non sono stati molto positivi. Rinnovo sì, ma a determinate condizioni che De Laurentiis, per ora, non sembra disposto a concedere a cuor leggero. Perchè, per il presidente, prima di tutto viene il bilancio ed il rischio di vederlo in rosso non è contemplato. Ma Benitez è più di un allenatore, è una vera e propria guida per l'intera SSC Napoli: a differenza di Mazzarri, Rafa è conosciuto in tutto il mondo, parla direttamente con i calciatori e li convince ad accettare Napoli (Oriol Romeu sarebbe dovuto essere azzurro, prima che il Chelsea bloccasse tutto). Contribuisce alla crescita della società su tutti i livelli, e l'idea al primo gennaio di un Napoli senza Benitez lascia un po' interdetti. In caso di addio, le responsabilità di non farlo rimpiangere ricadranno tutte sulla presidenza che non potrà esimersi dal cercare di non farlo rimpiangere.
Il 2015, però, dovrà essere anche l'anno della riappacificazione del Napoli con i suoi tifosi: troppo spesso delusi negli ultimi mesi, troppo spesso assenti da un San Paolo che cade a pezzi e palesemente non adeguato agli standard nazionali ed internazionali: le baruffe mediatiche tra De Laurentiis e De Magistris non hanno portato granchè, c'è sempre in ballo uno studio di fattibilità per quanto riguarda la struttura fatiscente di Fuorigrotta. Che sia l'anno giusto per saperne finalmente qualcosa in più. Nel frattempo, il 2015 si aprirà con un allenamento a porte aperte: nel gelo del 2 gennaio, i tifosi del Napoli si potranno riscaldare nei Distini, ammirando i calciatori, la Supercoppa Italiana vinta a Doha contor la Juventus, la prima volta di Ivan Strinic in azzurro. Sarà un lungo anno, un 2015 a tinte azzurre...
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