di Bruno Galvan. Twitter: @BrunoGalvan85
La rabbia c’è inutile nasconderla. Cresce fino ad esplodere perché quel rigore sbagliato da Higuain è stato lo spartiacque definitivo del biennio Benitez. Da premettere però alcune cose. In primis il terzo posto non avrebbe salvato squadra, Benitez e società da un’annata deludente. Questa lezione, seppur frutto di scelte sbagliate ed anche di un pizzico di sfortuna, deve servire a De Laurentiis per crescere e capire che di questo passo non si può più andare avanti. La programmazione non è distruggere tutto ogni due-tre anni. Programmare significa lavorare d’anticipo e non improvvisando le cose sperando che poi ti vadano bene. Il gap con la Juve tenderà ad aumentare perché mentre a Napoli perdiamo tempo nella scelta di tecnico e ds, a Torino hanno già chiuso Dybala e Khedira mica roba da poco. Le colpe di un’annata da dimenticare (l’unica luce resta la Supercoppa di Doha) sono di tutti, nessuno escluso. De Laurentiis nel biennio Benitez, si è lasciato scappare, vuoi per dare entusiasmo o perché forse ci credeva davvero, a delle promesse che nei fatti si sono rivelate un vero e proprio boomerang per il numero uno del club che ora gode di un consenso ai minimi termini fra la tifoseria napoletana che anche ieri ha dimostrato il suo attaccamento alla squadra. Sono sei le promesse-boomerang che sono costate la Champions League ed anche un po’ l’appeal di Napoli all’esterno. Andiamole ad analizzarle singolarmente.
"Lotteremo per lo scudetto e saremo competitivi per tanti anni". Questa è la prima dichiarazione di De Laurentiis fatta nello scorso ritiro di Dimaro. D’accordo, anche il presidente ha fatto il mea culpa su questa uscita, ma purtroppo la macchia resta e pesa non poco sul futuro del club. Altro che competitività nel tempo, in estate potrebbe esserci una vera e propria rivoluzione.
“Reina? La moglie ci ha comunicato che non vuole restare a Napoli”. Il presidente per tutta l’estate ha sempre ribadito che le porte per Pepe erano aperte, non a caso si parla di un nuovo accordo per un clamoroso ritorno in azzurro. Tuttavia questo virgolettato ha scatenato un po’ di ‘incomprensioni’ proprio con Reina che su twitter rispose: “Basta scherzare! Ioe mia moglie amiamo Napoli”. Non è stata una bella uscita del presidente anche per l’immagine del club. Anche le parolacce in conferenza stampa con enitez non hanno di certo fatto fare bella figura all’immagine del club davanti ai colleghi spagnoli.
“Voglio comprare un club estero per affidarlo a Reja”. E’ stato il cavallo di battaglia di de Laurentiis che inizialmente ne voleva comprare addirittura tre per allargare il suo ‘impero calcistico’. Anche qui tanto sensazionalismo e pochi fatti.
"Chi è il nuovo Cavani? È Benitez”. Fa un un certo effetto ricordare questa promessa fatta dal patron all’inizio dell’avventura napoletana di Rafa. Le parole di sostegno all’allenatore ci sono sempre state, ma al momento di agire De Laurentiis ha dimostrato solo tanto fumo e poco arrosto. Verrebbe da dire che Benitez ha fatto come Cavani. E’ andato via in quanto questa società non è stata in grado di trattenere un big in campo e in panchina perché la sua politica d’investimento non può sostenere chi vuole vincere sul serio senza prendere in giro nessuno.
“La prossima estate dovremo costruire la vera squadra da scudetto”. Questa promessa risale a metà del percorso Benitez. De Laurentiis non si nascose e rilanciò che avrebbe fatto una squadra per lo scudetto. Morale della favola in estate arrivano (con tutto il rispetto): Koulibaly, Michu, De Guzman, David Lopez...
State calmi, state tranquilli. Andremo preparati ai preliminari di Champions, metteremo le ciliegine sulla torta come abbiamo promesso". Su quest’ultima inutile soffermarsi, Tutti sanno come si è presentato il Napoli contro il Bilbao. Benitez è stato costretto a ‘riciclare’ gente come Britos e Gargano destinati all’addio...
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