Le etichette sono fastidiose nel calcio come nella vita. Sono il frutto di luoghi comuni che spesso fanno comodo a chi non perde tempo per ridimensionare una vittoria. Il Napoli - non era per niente scontato - ieri ha vinto con il Bologna. Con il senno di poi, sono tutti bravi a sottolineare che la partita era molto più agevole - con tutto il rispetto dovuto alla compagine allenata da Tedesco - rispetto a Inter ed Arsenal. Come a dire che la vittoria era già in tasca prima del calcio dâinizio. Fino al gol di Lobotka, câera più di qualcuno che vedeva fantasmi ed era pronto - con la sua crociata - a chiedere già la testa di Allegri perché il Napoli non poteva non conquistare i tre punti.
I tre punti di ieri hanno confermato che il Napoli è ancora un cantiere in costruzione e che Allegri sta facendo il massimo considerando che - numericamente - ha un centrocampo ridotto ai minimi termini dove Gilmour è alla sua seconda partita consecutiva con minutaggio sostanzioso, De Bruyne tra alti e bassi senza dimenticare Anguissa e McTominay - non due qualunque - fermi ai box. Allegri ha trovato probabilmente lâuomo che può far rifiatare Politano dal punto di vista tecnico tattico. Favasuli è una sorpresa solo per chi guarda - bontà loro - in televisione solo Premier, Ligue 1, Bundesliga e Serie A perché la Serie B non âtiraâ dal punto di vista degli spunti tattici e tecnici. Costantino può essere lâequilibratore in fascia che può aiutare nella gestione Politano. Per caratteristiche, lâex Catanzaro è lâunico ad avere le due fasi tra gli esterni in rosa.
Chiudiamo il discorso con una domanda secca: quando smetteremo di mettere etichette su Allegri? Se vince 1-0, gli schiaffano subito il corto muso nei commenti. Quasi come se fosse il pretesto per giudicare la partita oppure in qualche modo ridimensionare il successo. Ci sono allenatore definiti giochisti che vincono anche loro di misura - ed anche molto spesso - però il corto muso non vale. Giusto?