di Bruno Galvan. Twitter: @BrunoGalvan85
Inutile girarci intorno, il tallone d’Achille del Napoli sono i calci piazzati. Sono ben otto le reti stagionali subite dalla compagine azzurra da calcio da fermo. Vuoi per sfortuna, ma anche e soprattutto per disattenzione dei singoli, il Napoli ha lasciato punti pesanti per strada. Il primo campanello d’allarme è suonato a Bilbao, quando i padroni di casa siglarono il momentaneo 1-1 su calcio d’angolo. Fu lì che il Napoli iniziò il tracollo che costò l’eliminazione Champions e ben 30 milioni utili per il mercato. Da quel momento, i tifosi vivono con il fiato sospeso ogni calcio piazzato negli ultimi 20 metri.
12 PUNTI PERSI – E’ un dato allarmante se pensiamo che il Napoli con questi punti ora sarebbe in testa a insidiare la Juve. La storia delle amnesie difensive costate oro agli azzurri, inizia la terza giornata, quando fu Danilo a battere Rafael indisturbato sugli sviluppi di un calcio di punizione. La gara terminò 1-0 per i friulani. Il turno successivo Belotti segnò sugli sviluppi di un corner al Napoli il momentaneo 2-1. La partita finì 3-3, morale della favola due punti persi. Stessa cosa la settima giornata in Inter-Napoli, quando segnò Guarin su angolo di Hernanes il momentaneo 1-1. Poi ci fu un periodo positivo, dove il gol da palle da fermo sembrava solo un ricordo, ma non fu così. Farias in Napoli-Cagliari, Rugani in Napoli- Empoli, Caceres in Napoli-Juve fanno piombare di nuovo in crisi gli azzurri che per altre disattenzioni perdono la bellezza di 5 punti. Per dovere statistico ci mettiamo anche il gol ‘inutile’ di Brienza a Cesena che non ha pesato sulla vittoria netta degli azzurri.
TUTTO IN 20 METRI – Errare è umano, ma perseverare è diabolico. Il Napoli non può permettersi queste disattenzioni perché alla fine risultano essere pesanti i punti lasciati per strada. Benitez fino ad un certo punto. Non è un problema di reparto, ma di attenzione del singolo giocatore. Il terzo posto e altri obiettivi stagionali si giocheranno dunque negli ultimi 20 metri di campo. Toccherà alla retroguardia azzurra blindare i sogni partenopee per questa stagione, affinché non diventi un peccato mortale o motivo di rammarico un semplice calcio piazzato avversario.
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