Ultime notizie calcio Napoli - Ci sono dei gesti, dei numeri che spiegano ancora meglio una sconfitta. Il Napoli ha perso contro lâInter perché ha dimostrato di avere meno fame e cattiveria agonistica della squadra di Chivu. Vero, i cambi di Allegri - lo abbiamo scritto con il Genoa che sarebbe stato esaltato o massacrato a seconda delle situazioni - non hanno convinto, ma la chiave di lettura può essere anche diversa. Partiamo da un gesto come quello di Thuram che esulta per la rete del pareggio, esulta, incita il pubblico e poi scappa con la squadra a centrocampo come a dire: âIl pari non ci serve, noi vogliamo vincereâ. Ecco, al Napoli è mancato questo. Il famoso mestiere che ama spesso vedere Allegri al di là di schemi, marcature ed altro.
Ci sono poi due dati che spiegano ancora meglio come la cattiveria agonistica dellâInter sia stato il dettaglio che ha spezzato di fatto lâequilibrio. I duelli vinti dalla squadra di Chivu sono stati del 61,7%. I contrasti 28-14 per i nerazzurri di cui quelli subiti vedono il Napoli soccombere 18 a 9. Ecco, una squadra che vuole difendersi - senza vergogna - deve però vincere i contrasti strappando il pallone dai piedi degli avversari. Se fai resistenza passiva, contro lâInter o chiunque, rischi ed un episodio, un gesto tecnico come lo definisce Max, ti castiga.
Cosa resta di Inter-Napoli? Sicuramente la capacità degli azzurri di verticalizzare senza fronzoli. Le occasioni ci sono state, la squadra è viva. La prestazione câè stata. Poi, se Anguissa e Neres si divorano due occasioni e sei troppo leggero nelle marcature inevitabile pagare a caro prezzo perché questo è il calcio. Il Napoli è ancora un cantiere, le altre sono già al secondo piano del grattacielo della Serie A. Il tempo câè, ma bisogna iniziare a smuovere qualcosa. Serve il risultato. Il resto conta fino ad un certo punto. La strategia dei se e dei ma non ha mai portato punti in classifica.
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