di Bruno Galvan. Twitter: @BrunoGalvan85
Nel bene e nel male, la colpa è sempre di Benitez. Fa strano parlare ancora oggi di don Rafè per giustificare una politica societaria che vive solo di cash-flow e non di investimenti personali di De Laurentiis. Chi parla di ridimensionamento sbaglia in parte per una serie di ragioni. E’ sotto gli occhi di tutti che il patron difficilmente staccherà un assegno per ripianare le perdite che ammontano a 20 milioni. Non l’ha mai fatto e difficilmente lo farà perché il Napoli nelle sue falle societarie, ha un vantaggio: le riserve in bilancio. Sono il paracadute che salvano il club. Se non ci fossero state, allora si che poteva parlarsi di ridimensionamento vero e proprio. In questi undici anni di gestione De Laurentiis abbiamo capito che la forza del Napoli è l’autofinanziamento. Può piacere o meno, ma questa politica può essere virtuosa solo se arrivano i risultati, ma allo stesso tempo non permette una programmazione a lungo termine perché gli investimenti dipenderanno soprattutto da cosa farai sul campo. Non è una strategia da tifosi, ma da imprenditore. In Italia nessuno butta più soldi. Il Napoli non chiede mai prestiti alle banche per non pagare interessi ulteriori al debito. De Laurentiis paga tutto con i soldi di cassa del club ed il Napoli può dire di essere uno dei pochi club che soddisfa i pagamenti perfino in anticipo. Una cosa di non poco conto nel calcio d’oggi.
CAMBIO STRATEGIA - Fin dal primo bilancio, De Laurentiis ha sempre ribadito che il suo progetto sarà sempre sui giovani. Guardando la media età di questa rosa arriviamo a 28,2 anni. Il Napoli è una squadra matura dai costi accettabili. Non essendoci la Champions, si punterà in primis a dare un’altra leggera sforbiciata al monte ingaggi. Il passo successivo sarà abbassare la media età. Il target scelto andrà dai classe dai 22 ai 25 anni. L’eccezione potrebbe essere Reina che garantirebbe esperienza in uno spogliatoio giovane. Si darà priorità al mercato italiano per trovare elementi già pronti per essere innestati in una squadra che dovrà avere corsa e tanta fame. Non ci saranno più sprechi di risorse su giocatori stranieri che a Napoli hanno reso molto meno di quanto sono stati pagati. I tifosi ai nomi di Giuntoli e Sarri hanno storto il naso perché non sono di prima fascia. De Laurentiis deve dare vita ad un’operazione simpatia e soprattutto deve uscire allo scoperto dicendo con chiarezza gli obiettivi, anche a costo di essere più contestato di quanto già lo sia ora. Dai proclami scudetto dello scorso anno agli operai Sarri e Giuntoli, De Laurentiis non smette mai di stupire.
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