Ultime notizie calcio Napoli - Era il 9 novembre quando si aprì ufficialmente il “Processo Conte”. L’accusa mossa dai vari PM fu chiara e netta: un allenatore che decide di godersi qualche giorno di vacanza è un chiaro segnale di insofferenza, di rottura con lo spogliatoio dopo quanto detto in conferenza a Bologna. Le parole di Conte furono molto dure nella sala stampa dello stadio “Dall’Ara”. Le riportiamo per chi non le ricordasse: “Se si perdono cinque gare, significa che qualcosa non sta andando nel verso giusto. Qualcosa bisogna fare, perché non ho voglia di accompagnare un morto, Io sono il primo eventualmente e prendermi responsabilità. Non vedo alchimia ma ognuno che pensa al proprio problema. Trapianti di cuore non si possono fare. Ognuno di noi deve ritrovare lo spirito, il cuore, la cattiveria. Le cose si fanno ma bisogna vedere come si fanno. Una cosa è fare il compitino, un'altra è giocare in una squadra con altissime aspettative. Ognuno sta pensando al suo orticello, l'avevo già visto questo e quindi voglio parlare bene con il club. Non bisogna dimenticare che dopo il terzo scudetto il Napoli è arrivato decimo ma questo non penso sia stato di grande insegnamento”.

Furono giorni turbolenti (per qualcuno). C’è chi scrisse di dimissioni, chi addirittura di possibili ribaltoni da parte del presidente De Laurentiis. Senza ombra di dubbio è stato il periodo peggiore del biennio Conte. Uscire da quel pantano non è stato semplice per i tanti infortuni. Chiunque avrebbe mollato, invece l’allenatore e lo spogliatoio si sono compattati ancora di più andando avanti. Non è un caso se proprio da Bologna in poi, sia nato il 3-4-2-1 attuale.
Bene, oggi 24 marzo, la partenza di Antonio Conte per alcuni giorni di relax è stata derubricata come qualcosa di routine. Non c’è “magicamente” più nessun caso, nessuna destabilizzazione. Si è scoperto, dopo ‘qualche’ mese che quella di Conte era una prassi consolidata anche in Premier League dove durante la sosta gli allenatori staccano la spina un paio di giorni lasciando la squadra ai loro vice. Il famoso “Processo Conte”, quello che ha riempito le pagine dei quotidiani, infiammato trasmissioni televisive, sociale chi più ne ha più ne metta, si è concluso dopo 4 mesi con la sentenza di non luogo a procedere.