Ultime notizie calcio Napoli - La sfida di venerdì tra Napoli e Torino è anche la storia di due imprenditori, Aurelio De Laurentiis e Urbano Cairo, che hanno preso gli attuali club dal baratro riportandoli in Serie A. Dal punto di vista sportivo e del gradimento della piazza, non vi è alcun dubbio che il presidente del Napoli abbia maggior gradimento del collega del Torino che sta vivendo una dura e pesante contestazione che va avanti da diversi anni.

Dal punto di vista economico e finanziario, possiamo dire che il Napoli abbia fondato - lo diciamo in chiave ironica - la banca di Torino. Se andiamo infatti a vedere le cifre dei trasferimenti che il club di De Laurentiis ha fatto da quello di Cairo negli ultimi anni, viene fuori una cifra di poco superiore agli 80 milioni di euro (81.5 per la precisione). Cairo, quando cede a De Laurentiis, lo fa sempre in maniera molto ‘onerosa’: Maksimovic 25 milioni, Milinkovic 21.5 milioni e Buongiorno 35 milioni. Dall’altra parte, il Napoli ha ceduto tre calciatori ai granata negli anni incassando ‘appena’ 35,5 milioni di euro: Valdifiori 3.5, Verdi 25 milioni ed infine Simeone a 7 milioni. L’operazione Marianucci è in prestito secco quindi non porta alcuna movimentazione dal punto di vista economico. Discorso analogo per Ngonge, ora all’Espanyol, che fu ceduto ai granata con la formula del prestito con diritto di riscatto la scorsa estate.
In questa sorta di dare ed avere a distanza, Cairo è davanti a De Laurentiis essendo riuscito a portare a casa - finora - un saldo attivo di ben 46 milioni. Dal punto di vista dei flop ceduti ai rispettivi club, siamo in parità al momento. Il Torino diede Makimovic al Napoli che si verificò un acquisto costoso e poco utile dal punto di vista tecnico. Dall’altra parte, gli azzurri cedettero Verdi ai granata che non fece proprio impazzire di gioia i tifosi torinisti. Gli affari vanno anche così.