LâUnione Azzurra Nel Mondo, che rappresenta oltre 100 Napoli Club in Italia e allâestero, esprime profonda preoccupazione per il provvedimento del Ministero dellâInterno che dispone il divieto di trasferta per i sostenitori del Napoli fino al termine della stagione, con conseguente chiusura integrale del settore ospiti. Una decisione che, da misura straordinaria, rischia di trasformarsi in prassi ricorrente.
La seguente lettera è stata inviata al Ministero dell'Interno, al Prefetto di Napoli, all'Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive, alla FIGC, alla Lega Serie A, alla Commissione Cultura e Sport della Camera dei Debutati, alla Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica e, per conoscenza, alla SSC Napoli.
Nel corso della stagione 2025/26 i residenti in Campania sono stati quasi sempre esclusi dalle gare esterne; oggi si giunge a un divieto generalizzato che coinvolge indistintamente migliaia di cittadini, famiglie, lavoratori e bambini del tutto estranei a episodi di violenza. Colpire unâintera collettività per responsabilità attribuibili a pochi non significa prevenire, ma sacrificare il principio di responsabilità personale. Gli eventi richiamati nel provvedimento si riferiscono agli scontri verificatisi sullâautostrada A1, nel tratto tra Ceprano e Frosinone, prima di Juventus-Napoli. Si tratta di fatti gravi che, qualora accertati, devono condurre allâindividuazione e alla punizione dei singoli responsabili.
Tuttavia, la mancata tempestiva identificazione di alcune decine di soggetti non può tradursi in una sanzione collettiva e prolungata nei confronti di unâintera tifoseria. La sproporzione appare ancora più evidente se confrontata con casi recenti: in occasione dellâepisodio che ha visto coinvolti sostenitori dellâInter, a seguito del lancio di un petardo in campo con rischio per lâincolumità di un calciatore, è stato disposto un divieto di trasferta circoscritto nel tempo ed escludendo il derby. Nel caso del Napoli, invece, il divieto si estende fino al termine della stagione, interessando indistintamente tutti i residenti in Campania e comportando la chiusura totale del settore ospiti. à legittimo domandarsi se il criterio di proporzionalità venga applicato in maniera uniforme.
Provvedimenti di questo tipo dovrebbero avere carattere eccezionale, non rappresentare ordinaria amministrazione. Quando diventano sistematici, incidono su diritti fondamentali quali la libertà di circolazione, la libertà di associazione e la possibilità di partecipare a un evento sportivo pubblico in assenza di responsabilità accertate. Il calcio è anche occasione di aggregazione sociale. Nel Nord Italia operano numerosi Napoli Club composti da famiglie che attendono per mesi lâopportunità di sostenere la propria squadra nella città in cui vivono e lavorano. La misura adottata finisce per penalizzare proprio la componente sana, organizzata e riconosciuta del tifo.
UANM ribadisce con fermezza la propria condanna verso ogni forma di violenza, ma chiede alle istituzioni di distinguere con chiarezza tra responsabilità individuali e appartenenza territoriale. Chiediamo:
La tutela dellâordine pubblico non può tradursi in una compressione permanente dei diritti di una comunità sportiva. UANM resta disponibile a un confronto istituzionale volto a individuare soluzioni capaci di garantire sicurezza senza sacrificare i principi fondamentali di equità e responsabilità personale.