Ultime notizie - La FIFA ha deciso: Cristiano Ronaldo sarà regolarmente in campo nella gara dâesordio del Portogallo al Mondiale 2026. Il fuoriclasse lusitano, espulso per una gomitata durante il match di qualificazione contro lâIrlanda, ha ricevuto una sanzione particolare: una squalifica con la condizionale che gli permette di non saltare le partite iridate.
Ronaldo, reduce da un passaggio pubblico alla Casa Bianca come ospite del presidente Donald Trump, era stato inizialmente punito con tre giornate per condotta violenta, come previsto dal regolamento FIFA. Tuttavia, il comitato disciplinare ha rivisto la pena trasformandola in una sola giornata effettiva, con altre due sospese per un anno. Di fatto, il numero 7 ha già scontato lo stop restando fuori dallâultima sfida di qualificazione contro lâArmenia.
Il codice disciplinare della FIFA stabilisce che un giocatore debba scontare «almeno tre partite o un periodo di tempo appropriato per aggressione, inclusi gomitate, pugni, calci, morsi, sputi o colpi contro un avversario o una persona diversa da un ufficiale di gara». Tuttavia, lâarticolo 27 concede al comitato giudiziario la possibilità di «sospendere totalmente o parzialmente lâesecuzione di una misura disciplinare».
Una norma interpretata in modo favorevole per Ronaldo, la cui presenza alla Coppa del Mondo â lâultima della sua carriera â è considerata troppo rilevante per lâimmagine globale dellâevento. Una scelta che, di fatto, rappresenta unâeccezione rispetto alla rigidità tradizionale del regolamento.
Precedenti simili sono rari: Jude Bellingham ottenne una condizionale dopo un gesto polemico verso i tifosi slovacchi a EURO 2024, mentre Leroy Sané non riuscì a ottenere lo stesso trattamento dopo unâespulsione con tre giornate nel 2024.
Con questa decisione, la FIFA garantisce a Ronaldo la possibilità di vivere fino in fondo il suo ultimo Mondiale, e al torneo la presenza di una delle sue icone più riconoscibili. Una grazia âdi fattoâ, che riapre il dibattito sul peso mediatico dei grandi campioni nelle decisioni disciplinari.