Questa mattina la sede della Fondazione Banco di Napoli in via Tribunali ospita l’evento intitolato "L’impresa di fare sport: dall’America’s Cup ai progetti sociali per il territorio". Tra gli ospiti anche Matt Rizzetta, imprenditore italo-americano della Underdog Global Partners, già presidente del Napoli Basket, che negli ultimi mesi si è avvicinato ad Aurelio De Laurentiis per aprire una trattativa di acquisto della SSC Napoli.
Napoli che fa sognare e che vince non soltanto nel calcio, ma anche nel basket. Soprattutto da quest'anno.
"Sì, quest'anno stiamo andando bene. Stiamo cercando, con tutti i nostri sforzi, di portare avanti un progetto serio, basato sulla programmazione, per far sognare una piazza che da parecchio tempo non aveva la possibilità di vivere grandi ambizioni sul palcoscenico cestistico. Grazie alle nostre risorse e al lavoro dello staff, stiamo costruendo qualcosa di speciale per una città che lo merita"
L'obiettivo è l'Eurolega. Otto squadre, oltre agli otto club eventualmente già coinvolti, potrebbero entrare nel progetto. A che punto siamo?
"È da parecchio tempo che sto mettendo tutte le nostre energie e le nostre risorse per candidarci all'Eurolega. Ad agosto abbiamo già ricevuto una pre-approvazione e sono molto, molto fiducioso che riusciremo a rientrare tra le prime otto squadre che, secondo quanto annunciato, faranno parte del progetto come franchigie. Se non dovesse succedere, faremo comunque di tutto per ottenere almeno una wild card"
A Napoli ci sono due progetti importanti per la costruzione di impianti sportivi. Lei ha parlato con il presidente del Napoli Futsal, Serafino Ruggiero, che vuole riqualificare il PalaVesuvio. Due grandi imprenditori che stanno lavorando per il bene della città: potrebbe nascere una sinergia tra i vostri club?
"La mia visione è sempre stata quella di costruire una polisportiva a Napoli, riunendo tutti gli sport sotto un unico marchio che rappresenti quella che, secondo me, è la piazza più bella, calorosa e appassionata del mondo. Che si tratti di rugby, futsal o calcio, vogliamo arrivare a questo obiettivo, facendo però le cose nel modo giusto, con una programmazione seria. Abbiamo le idee abbastanza chiare e penso che, nel giro di qualche anno, riusciremo sicuramente a realizzare questo progetto"
A proposito di sinergie, recentemente il presidente De Laurentiis ha dichiarato che, in presenza dell'offerta giusta, potrebbe prendere in considerazione una cessione del Napoli. Avete parlato di recente?
"Con Aurelio ho un rapporto molto buono, fondato sul massimo rispetto. Sarei onorato di raccogliere l'eredità che ha costruito, partendo da un fallimento più di vent'anni fa. Se un giorno avessi il piacere di assumermi questo impegno e questa responsabilità, posso assicurare alla piazza che farei non soltanto di tutto, ma anche di più, per non deludere i tifosi"
Tutto passa anche dalla realizzazione del palazzetto dello sport, la nuova arena nella zona occidentale della città. A che punto siamo?
"Siamo a buon punto. Abbiamo sviluppato e presentato tutta la documentazione burocratica necessaria e siamo molto fiduciosi. Voglio sottolineare anche la massima disponibilità che abbiamo trovato da parte di tutte le istituzioni, compreso il sindaco Gaetano Manfredi: senza il suo sostegno, i suoi consigli e la sua collaborazione, non saremmo arrivati fin qui.
Dobbiamo ricordare che sono a Napoli ufficialmente da circa sedici mesi, dopo la chiusura della società. In questo periodo abbiamo riportato ai playoff una squadra che non ci riusciva da vent'anni, siamo tornati a giocare l'EuroCup per la prima volta dopo circa vent'anni e siamo al lavoro su un progetto storico per la costruzione di un nuovo palazzetto. Siamo molto fiduciosi anche per quanto riguarda i rapporti con l'Eurolega e con la NBA: abbiamo fatto progressi importanti.
Devo ringraziare tutte le persone che mi hanno sostenuto in questo percorso, perché senza il loro supporto non avrei potuto realizzare tutto questo"
New York è uno dei centri del mondo. Qual è il potenziale di Napoli come città internazionale, riconosciuta ormai a tutte le latitudini e soprattutto negli Stati Uniti? Partiamo dal fatto che ci sono tantissimi napoletani sparsi per il mondo.
"Napoli è una città straordinaria e, se non sbaglio, New York è una delle città con la più grande comunità di napoletani al mondo. Parliamo quindi di una realtà che ha già una proiezione internazionale, anche soltanto considerando tutti i napoletani che vivono all'estero.
È proprio questo uno degli aspetti che mi ha spinto a investire in questa piazza. Avrei potuto scegliere altre città, ma ho sempre sentito un legame molto forte con Napoli, anche dal punto di vista sentimentale. Portare avanti un progetto del genere in una piazza che, secondo me, non ha nulla da invidiare a nessun'altra al mondo è per me qualcosa di estremamente stimolante e affascinante. Sono davvero onorato di poterlo fare"