Repubblica racconta: "Ecco l'emendamento che aveva messo tutti d'accordo. Approvata la mozione sul tetto massimo di 15 euro per le curve"
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L'edizione napoletana di Repubblica racconta gli emendamenti che hanno causato per certi versi la rottura in Consiglio Comunale oltre al problema legato al numero legale: "Al momento della chiamata del numero legale si stava infatti per entrare nel vivo della questione più importante, il canone. Benché in aula non fossero mancati interventi radicali. Come quello di Gennaro Esposito, che sosteneva la vantaggiosità di fare a meno della convenzione a favore della concessione volta per volta. Oppure Carlo Iannello, che tornava a proporre uno stadio fuori dalle mura cittadine. Il cuore del problema era però in quei 651 mila euro di canone proposti dalla delibera dell’assessore Ciro Borriello. Troppo pochi per molti, compresi alcuni consiglieri di maggioranza come Gaetano Troncone, che pure chiedeva lumi sullo studio Coni alla base di questa valutazione. Le posizioni di partenza parevano inconciliabili. Volavano in aula idee di emendamenti dal milione e mezzo ai due milioni. Alla fine però un compromesso stava maturando intorno a un emendamento firmato da Andrea Santoro e altri: aumentare quella quota di un 20 per cento e mettere a carico della società anche i consumi ad esempio di luce o acqua. È a questo punto che però è stata chiesta la verifica del numero legale, complice anche un’altra partita, quella interna all’opposizione, dove Pd e Ncd guardano con molto sospetto all’atteggiamento troppo accondiscendenti di alcune aree di Forza Italia e dunque minano alla radice questo tipo di intesa. C’era stato peraltro ampio dibattito sui circa cento emendamenti presentati. Con proposte un po’ su tutto, dai canoni di ristorazione all’accertamento specifico dei costi sostenuti dal Comune. Un paio di proposte erano state anche approvate. Una ad esempio, sotto forma di mozione, chiede alla società un tetto a 15 euro per i biglietti delle curve"

