L'edizione fiorentina di Repubblica focalizza la sua attenzione sull'ambiente viola prima della sfida di Napoli: "Il primato è un bel sogno, ma anche una grande responsabilità. Volare bassi è doveroso, ma volare è un obbligo comunque, perchè la Fiorentina e i fiorentini hanno il dovere di crederci, che non vuol dire illudersi, ma ragionare su questo passaggio con attenzione. Il concetto è questo: ok, non succede ma io devo fare di tutto perchè possa succedere. Il primato, infatti, impone di riflettere su possibili passi in avanti dal punto di vista della mentalità. E’ vero che la Fiorentina non ha i soldi delle sue concorrenti e basa la sua forza su dei punti fermi che mettono le idee davanti al denaro. Conti a posto ma voglia di stupire, di esserci. L’orgoglio va trasformato in forte identità, per rendere quel qualcosa di diverso ancora più vivo. Mentre gli altri spendono milioni, Firenze (che pure in passato ha speso parecchio) sceglie la strada della saggezza e dell’entusiasmo. Il primo Borussia di Klopp o il Siviglia hanno stupito e conquistato i loro sogni con i loro tifosi e l’unità dei protagonisti di quel viaggio. Se immaginiamo la città come un grande spogliatoio, possiamo pensare una squadra (tifosi, media, istituzioni, società, giocatori) compatta dietro ai propri obiettivi. Il che non vuol dire azzerare le discussioni o il confronto che colora da sempre il pallone, ma ricordarsi sempre che l’obiettivo è comune e che, mentre le polemiche o le pressioni possono togliere energia ai nostri avversari, la nostra forte identità può essere un valore aggiunto per la nostra crescita. Come l’ ammettere sviste o giudizi esagerati figli comunque del troppo amore. D’altra parte da queste parti siamo un po’ pazzi. Innamorati pazzi. Per la precisione"