Perché la parola plusvalenza non è una parolaccia…

Notizie ico calendario ico orologio15:20 fonte : A cura di Vincenzo Imperatore

Plusvalenza non è una parolaccia. Si tratta di un ricavo tipico, caratteristico, derivante dalla attività di player trading e cruciale per la sopravvivenza di una azienda calcio. Lo capiamo ancora meglio oggi dopo aver letto che il Napoli è entrato nella top 20 della Deloitte Football Money League, un profilo annuale dei club che generano i maggiori ricavi nel mondo del calcio prodotto dalla primaria società di consulenza e di revisione.

Si tratta di una notizia che innanzitutto inorgoglisce chi, lo ripetiamo da tempo anche in “Presidente per un’ora” su CN24 TV, ha capito che un buon tifoso deve innanzitutto pensare alla sostenibilità nel tempo dei risultati sportivi. Perché il calcio sta cambiando davvero, il Fair Play Finanziario non sarà più una pagliacciata come lo è stato finora e i risultati saranno garantiti da chi avrà forza economica e finanziaria, non sarà indebitato e non produrrà bilanci “edulcorati”. Ma soprattutto siamo di fronte a un dato che evidenzia, appunto, la bassa incidenza sui ricavi complessivi del fatturato proveniente dalla vendita dei biglietti per lo stadio. Deloitte, infatti, ha preso in considerazione solo tre componenti dei ricavi: quelli dovuti, appunto alla domanda dei tifosi per lo sport dal vivo, quelli derivanti dai diritti radiotelevisivi ed infine i ricavi commerciali derivanti da eventi non legati alle partite e dalle sponsorizzazioni. Mancano i ricavi originati dal player trading, le plusvalenze. A tal proposito ci siamo permessi di integrare il grafico fornito da Deloitte proprio per visualizzare meglio l’incidenza delle varie componenti di ricavo. Anche un inesperto di numeri ma dotato di buona vista, può notare che, a fronte di un fatturato complessivo del Napoli di 359 mln di euro, 268 mln di euro di ricavi sono realizzati vendendo i diritti radiotelevisivi (163 mln), sponsorizzazioni e altro (61 mln) e biglietti allo stadio (44 mln). La differenza (91 mln) riguarda altri ricavi tra cui le plusvalenze. Non bisogna essere Santa Lucia (protettrice degli occhi e dei non vedenti) per capire, nel grafico in basso, che il rettangolino verde (ricavi da stadio) del 2023 è molto più grande di quello degli anni precedenti perché abbiamo vinto lo scudetto e siamo arrivati ai quarti di finale della Champions League e soprattutto per comprendere che è sempre il più piccolo dei rettangoli colorati. In altri termini i tifosi sono importanti ma soprattutto per quanto producono al di fuori dello stadio.

Infine una ultima considerazione: le plusvalenze da player trading, dopo i diritti radiotelevisivi, sono la componente più determinante per il conto economico di una società di calcio. E siccome i diritti Tv sono negoziati prevalentemente attraverso una associazione (la Lega), la vendita dei biglietti allo stadio e i ricavi da sponsorizzazioni sono influenzati da una variabile aleatoria (i risultati), l’unica arma strategica che un presidente di calcio può governare in maniera più indipendente (e assumendosi anche le responsabilità) resta il player trading. Ecco perchè, e ritorniamo all’attacco dell’articolo, plusvalenza non è una parolaccia. Semprechè siano, però, realizzate seguendo i principi contabili in maniera non dolosa, motivo per cui la Juve è stata punita e il Napoli non lo sarà mai. Ma di questo parleremo approfonditamente domani a “Presidente per un’ora” su CN24 TV alle ore 15,00. Non mancate!

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