I nodi vengono quasi sempre al pettine nelle grandi sfide. La gara in terra sabauda ha detto tutto quello che c'era da dire. Vince il più forte ma con il solito aiuto trovato per strada. L'espulsione di Mario Rui per doppio giallo incauta considerando quanto permesso ad Alex Sandro e Chiellini, ai quali non è stata riservata la stessa severità. La solita storia di un campionato che non ha senso seguire più di tanto se esiste un club più forte che trova, poi, anche episodi favorevoli arbitrali lungo la strada. Ma la gara di Torino è veritiera di tanto altro ancora.
Intanto, anche il bravo Ancelotti dimostra di essere stato troppo lontano dall'Italia per non intuire subito che Mario Rui, non nuovo a doppi cartellini, andava sostituito in fretta. Tenere in campo un calciatore che non ha un buon rapporto con le espulsioni in quello stadio, dopo essere stato ammonito, è stata una leggerezza che si giustifica, in parte, soltanto con la lontananza dalle "dinamiche" italiane. Adesso anche Carlo sa chi comanda. Va detto che al mister era poi arrivato il cattivo odore della beffa al naso perché Rui stava per essere sostituito proprio al momento del misfatto. La gara ha svelato poi, tutte le pecche strutturali del Napoli.
Il pareggio di Mandzukic è stata la sintesi dei punti deboli azzurri. Lo svarione di Hysaj, la mancata chiusura di Mario Rui in diagonale sull'attaccante bianconero con Ospina erroneamente fermo sulla sua linea di porta, hanno confezionato l'1-1. Il portiere che non esce e gli esterni bassi generosi, ma una spanna sotto il livello medio della squadra, sono limiti che dinanzi ad una squadra forte emergono inesorabili. I due difensori sono andati subito in difficoltà quando la squadra, sul suggerimento di Ancelotti, ha abbassato il baricentro dopo il vantaggio di Mertens.
Troppi palloni regalati ai bianconeri, troppo impaccio per mettersi in atteggiamento attendista quando la Juve stava, invece, accusando la pressione iniziale degli azzurri. Ancelotti ha, forse, avuto fretta di trasformare il Napoli in quello che lui ha in mente. La gestione del risultato, il ritmo basso, il tempo che scorre, roba che questa squadra non è pronta a fare. Intanto, il faro di un gioco simile diventa il regista e Hamsik, a Torino, ha sofferto molto la presenza costante di Dybala su di lui al punto da farlo diventare molle nei contrasti e sempre in ritardo. Ancelotti, tuttavia, guarda avanti e insiste affermando ai microfoni che la squadra deve imparare a gestire certi momenti. Tutto corretto ma si torna, quindi, al punto di partenza.
Il Napoli è un cantiere aperto tra soluzioni tattiche e qualche innesto in arrivo, proprio in difesa. Malcuit sembra un colpo azzeccato in grado di fare meglio di Hysaj mentre Ghoulam e Meret fremono... Vedremo...