Ultime calcio Napoli - Il giornalista Manuel Parlato riporta alcuni retroscena che riguardano le scelte di calciomercato della gestione Antonio Conte e lo fa sul proprio portale:
"Continuiamo il nostro viaggio tra gli acquisti condivisi e quelli, eventualmente, imposti agli allenatori del Napoli nelle ultime stagioni. Tra gli argomenti che meritano un approfondimento câè sicuramente la questione portiere. Milinkovi?-Savi? e Meret, Meret e Milinkovi?-Savi?. Una premessa è necessaria: se nella passata stagione i due si sono alternati, questâanno sembrava che Max Allegri avesse stabilito una gerarchia ben precisa, con Meret titolare e il serbo nel ruolo di alternativa. E invece, analizzando le partite degli azzurri, sia in campionato sia in Champions League, scopriamo che la politica dellâalternanza è stata rispolverata.
La domanda che tutti dovrebbero porsi è unâaltra: chi ha voluto realmente Milinkovi?-Savi?? Siamo proprio sicuri che fosse una prima scelta? Partiamo da un errore che, a mio avviso, resta a monte di tutta la vicenda: aver lasciato partire Elia Caprile, ceduto al Cagliari per circa 8 milioni di euro. Eppure, a conti fatti, il Napoli con Meret tra i pali ha conquistato il quarto scudetto della sua storia, il secondo personale per il portiere friulano. Un primato straordinario nella storia del club, difficilmente eguagliabile. Nella passata stagione era emersa lâesigenza di affiancargli un portiere con caratteristiche differenti. Ma in molti dimenticano, o fanno finta di non ricordare, che la prima scelta era stata indirizzata verso Zion Suzuki, allâepoca al Parma. Milinkovi?-Savi? rappresentava unâalternativa. E alla fine è arrivato lui, attraverso il pagamento di una clausola rescissoria da 20 milioni di euro. Insomma, un investimento decisamente oneroso per quello che, nelle intenzioni iniziali, non sembrava essere il primo obiettivo.
Strapagato, a mio giudizio, è stato anche Lorenzo Lucca. E lo stesso discorso può essere esteso a Noa Lang, arrivato come alternativa a quellâesterno offensivo titolare che il Napoli non è mai riuscito ad acquistare. I costi elevati di Lookman e Ndoye hanno condizionato le strategie del club. Poi è arrivato lâinfortunio di Lukaku, che ha costretto la società a cambiare programmi e a puntare con decisione su Højlund. Ma torniamo alla domanda iniziale. Vi sembra credibile che un allenatore scelga personalmente due calciatori come Lucca e Lang e, dopo appena pochi mesi, ne avalli già a gennaio la cessione? à un interrogativo che merita una risposta. Perché una cosa è condividere unâoperazione di mercato, altra cosa è accettarla per necessità , magari dopo aver visto sfumare gli obiettivi principali. E qui entra in gioco un altro elemento che non può passare inosservato: i rapporti di mercato tra Napoli e Udinese.
Con lâacquisto di Lorenzo Lucca, il Napoli ha concluso lâennesima operazione con la società friulana. Basta ripercorrere i numerosi trasferimenti avvenuti durante le gestioni Pozzo e De Laurentiis per rendersi conto di quanto sia stato intenso il rapporto commerciale tra i due club.
DallâUdinese al Napoli: Sosa, Toledo, Renard, Quagliarella, Inler, Armero, Allan, Zieli?ski, Meret, Karnezis e, dulcis in fundo, Lorenzo Lucca.
Dal Napoli allâUdinese: Domizzi, Denis, Armero, Zapata, Llorente e Zanoli.
Un rapporto che, secondo la ricostruzione delle operazioni, avrebbe generato un giro dâaffari complessivo di circa 147 milioni di euro, tra entrate e uscite. Una cifra considerevole, che racconta quanto siano stati frequenti e importanti i rapporti di mercato tra le due società . Naturalmente, questo non significa che ogni operazione sia stata sbagliata. Basti pensare al rendimento di Allan, Zieli?ski o dello stesso Meret. Ma significa che esiste un asse di mercato consolidato, che merita di essere analizzato anche quando si discute delle responsabilità degli allenatori nelle scelte dei calciatori.
Lâaltra leggenda metropolitana che vorrei provare a smontare è quella secondo cui Lorenzo Lucca sarebbe stato un acquisto espressamente voluto da Antonio Conte. Forse qualcuno dimentica che le priorità erano ben altre. La prima pista portava a Darwin Núñez. La seconda a Nicolas Jackson. Due attaccanti con caratteristiche e valutazioni differenti, per i quali si poteva eventualmente ragionare anche su formule alternative allâacquisto definitivo, come il prestito. Lucca, dunque, sarebbe stato al massimo una terza scelta. E allora la domanda torna inevitabilmente al punto di partenza: Lucca è stato acquistato perché lo voleva davvero Conte oppure perché rappresentava unâopportunità di mercato individuata dalla società ? Perché, se un allenatore chiede determinati profili e alla fine ne arrivano altri, non possiamo automaticamente attribuirgli la paternità di ogni acquisto. E soprattutto non possiamo confondere una scelta condivisa con una scelta accettata. Sono due concetti profondamente diversi. Il vero interrogativo, quindi, non è soltanto chi abbia acquistato Lucca, Lang o Milinkovi?-Savi?. à capire chi abbia deciso di investire determinate cifre su calciatori che non rappresentavano necessariamente le prime scelte tecniche. Perché il mercato si può condividere, si può subire e, qualche volta, si può persino imporre. Ma alla fine, quando arrivano i risultati negativi, la responsabilità non può essere sempre e soltanto dellâallenatore. E meno male che alla fine sono arrivati un secondo posto e una Supercoppa tra scelte condivise e infortuni".