Oggi su Radio CRC, nel corso della trasmissione âIn Ritiro Con Teâ di Marco Giordano e Umberto Chiariello, è intervenuto lâOn. Giorgio Mulè, in merito allâemendamento da egli proposto sulla Serie A.
Di seguito le parole dellâOnorevole:
«La reazione di ieri denota quello che fin dallâinizio câè stato, cioè un rifiuto totale rispetto a qualsiasi ipotesi di cambiamento che possa disturbare il manovratore â che in questo caso presiede la Federazione â e che possa intervenire con qualcosa che appartiene alla giustizia e al fatto che da 15 anni si aspetta inutilmente che la Federazione adegui i pesi allâinterno del Consiglio Federale. Questo è nemico di qualsiasi atteggiamento che vuole guardare avanti ed è soltanto proiettato in una conservazione del potere e di ciò che oggi viene portato avanti dalla Federazione.
à una mancanza di rispetto per il Parlamento, che esprime la volontà del popolo italiano, e dallâaltro lato è il tentativo ripetuto di conservare un qualcosa che appartiene più al Medioevo che allâepoca che viviamo. La minaccia della FIFA e della UEFA va esattamente nella direzione di ciò che abbiamo detto finora. Lâemendamento viene presentato a fine giugno, 23 o 24 giugno, se immediatamente dopo questo, ci fosse stato questo allarme democratico sul calcio, io mi chiedo perché la Federazione, la FIFA o la UEFA non abbiano chiesto di essere sentiti dal Parlamento.
Perché non hanno inviato al Parlamento una missiva in qualsiasi forma in cui segnalavano questo pericolo? Perché si è atteso di far uscire questa mail tre ore prima dellâapprovazione dellâemendamento? à chiaro. Si voleva ancora una volta interrompere questo processo. Grazie a dio siamo uomini liberi e responsabili, per cui la minaccia è stata restituita al mittente perché totalmente infondata. Lottare contro una lobby del pallone? Sicuramente per storia personale sono resistente e impermeabile a qualsiasi tipo di minaccia, che per altro ci sono già state in questo caso. Ho subito minacce, neanche poche: basta fare un giro sui social. Se scrivi sui giornali che con lâEmendamento Mulè le squadra italiane sono fuori dalle Coppe, câè sempre qualcuno che si limita a leggere i titoli e ne ricava un pensiero che poi è falso e quindi mette in atto il suo essere leone da tastiera. Ma questo è secondario.
Quello che non cambia di sicuro è che, essendo la norma di buon senso e obbedendo a principi di equità e giustizia, non si è fatto un mezzo millimetro indietro, tanto è vero che è stata inserita in questo provvedimento. Perché solo questa parte e non quella dellâautonomia? Perché si tratta di un decreto che si occupa di elezioni delle Federazioni e del CONI. Quindi lâunica parte che per materia poteva entrare era questa delle elezioni, tutto il resto è destinato ad entrare in un provvedimento che verrà emanato di qui ad alcune settimane dal Ministro dello Sport, che con un disegno di legge con carattere dâurgenza farà sintesi rispetto a tutto ciò che si sta dicendo e si è detto della necessità di riformare il calcio. Ma lâatteggiamento di ieri del Consiglio Federale dimostra in maniera solare che qualsiasi innovazione e tentativo di riforma viene respinto per quello che avete asseverato, cioè non vogliono che nessuno si permetta di toccare il loro giocattolo e quindi reagiscono in questa maniera».
