Napoli Legends nella storia, serata epica con 50 mila spettatori: il successo dell'Associazione APS indipendente dalla SSC Napoli
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Napoli Legends, il successo di una Associazione APS che nasce al di fuori della SSC Napoli ma che regala una notte che resterà nella storia: in 50.000 al Maradona per abbracciare le leggende
NAPOLI – Alla fine il tabellone ha segnato 8-7 per le Napoli Legends. Tanti gol, spettacolo, sorrisi e applausi. Ma il vero risultato della serata del 26 maggio 2026 al Maradona è stato un altro: la vittoria della solidarietà, dell'appartenenza e dell'amore infinito che lega Napoli ai campioni che ne hanno scritto la storia.
Davanti ad almeno 50mila spettatori se non di più, in una cornice degna delle grandi notti di Champions League, la città ha risposto presente all'appello dei suoi beniamini. Il popolo napoletano si è stretto attorno a un progetto che oltre il calcio, sostenendo la raccolta fondi destinata alla ricostruzione del teatro del carcere minorile di Nisida e alle attività della Fondazione Santobono Pausilipon. Un incasso di circa 230mila euro, al quale si aggiungeranno i risultati del numero solidale che saranno comunicati nei prossimi giorni.

Napoli Legends allo Stadio Maradona
Dietro il successo straordinario di un evento che ha già fatto il giro del mondo c'è una associazione, la Napoli Legends APS fondata da 18 ex campioni dell'era maradoniana, da Careca a Carnevale a Bruscolotti e Di Fusco, grazie all'intuito Alessandro Renica che nel 2020 ne propone la fondazione ai suoi compagni.
Ma la crescita avviene graduale, dal 2022 quando i campioni decidono di chiamare e farsi aiutare da un top manager napoletano di caratura internazionale, Alessandro Picardi, che con passione e determinazione, per come lo descrivono le stesse leggende, comincia a far partecipare le Napoli Legends a diversi eventi benefici in giro per l'Italia riscuotendo sempre grande successo e apprezzamento per le cause supportante fini alle campagne video di sensibilizzione contro la violenza sulle donne o la ricorrenza ogni 6 di gennaio di portare delle calze per l'epifania ai bambini del Santobono Pausillipon.
La richiesta a Picardi del gruppo è di riportarli tutti al Maradona e dopo 4 anni la promessa viene mantenuta riportando lo scorso 26 Maggio 2026 tutti i più importanti calciatori che hanno fatto la storia del calcio nella città di Napoli e che insieme all'Associazione Nazionale Calcio Attori 1971 ha immaginato e realizzato un appuntamento capace di unire sport, beneficenza e identità napoletana. L'Associazione Napoli Legends costruita al di fuori della SSC Napoli, sembrava una sfida ambiziosa ma che in 6 anni si è trasformata in una solida e straordinaria realtà che ha scritto una vera e propria pagina di storia con una partita che ha fatto il giro del mondo grazie alla partecipazione di massa di migliaia e migliaia di tifosi e all'affetto di una città intera che ha dimostrato che non ha mai dimenticato i propri eroi.
L'8-7 finale è stato soltanto la cornice di uno spettacolo che ha emozionato dal primo all'ultimo minuto e che ha visto la partecipazione straordinaria di artisti del calibro di Dolcenera, Peppe Iodice e i protagonisti di Mare Fuori. In gol per le Napoli Legends poker di Mertens con un euro gol da centrocampo a pallonetto, Callejon, Insigne, Lavezzi e Calaiò. Gran partita anche di Careca che ha cercato il gol e lo ha sfiorato ad inizio partita ma i tifosi sono andati in visibilio per un suo tunnel fatto ad un calciatore avversario professionistadi soli 25 anni che ha fatto milioni di like sul web. Ma ad andare in campo la percezione dal vivo è stata netta, non c'erano soltanto leggende del calcio, c'erano pezzi di vita dei tifosi napoletani, ricordi che hanno attraversato generazioni diverse e che per una sera sono tornati a vivere sul prato del Maradona.
Tra i momenti più intensi della serata c'è stato senza dubbio quello dedicato a Dries Mertens. Il campione belga, miglior marcatore della storia azzurra, ha ricevuto quell'abbraccio che il destino non gli aveva concesso nel momento della sua partenza. Il giro di campo accompagnato dai cori e dagli applausi del pubblico con in spalle il piccolo Ciro protagonista al suo fianco ha rappresentato uno dei passaggi più commoventi dell'intero evento.

Un tributo atteso da anni e che Napoli ha voluto regalare a uno dei suoi figli più amati dopo Maradona insieme a Careca, Lavezzi, Zola e Krol ma è numerosissimo l'elenco completo delle leggente arrivate da ogni parte del mondo: Andrè Cruz, Alemao, Walter Gargano, Mariano Bogliacino, Ruben Maldonado, Claudio Vinazzani, Blerim Dzemaili, Marek Jankulovski, Diego Demme, Josè Callejon, Morgan De Sanctis, Alessandro Renica, Andrea Carnevale, Pampa Sosa, Eraldo Pecci, Costanzo Celestini, Gokhan Inler, Fabiano Santacroce, Roberto Bordin, Ciccio Montervino, Nicola Mora, Massimiliano Esposito, Emanuele Calaiò, Gianni Improta, Bruno Giordano, Stefan Schwoch, Ivan Rizzardi, Gennaro lezzo, Peppe Volpecina, Christian Maggio, Ciccio Colonnese, Beppe Incocciati, Giuseppe Bruscolotti, Nando De Napoli, Giorgio Venturin, Andrea Silenzi, Luciano Castellini, Benny Carbone, Diego Armando Maradona Jr in ricordo del papà, Luca Altomare, Faustinho Cané, Ciro Ferrara, Moreno Ferrario, German Denis, Daniel Bertoni, Gigi Caffarelli, Gianluca Grava, Lorenzo Insigne, Roberto Stellone, Claudio Bellucci, Andrea Dossena, ma in collegamento da remoto hanno trovato il modo di esserci anche Edinson Cavani e Marek Hamsik.
A commuovere il popolo napoletano con immagini che hanno emozionato tutti i suoi tifosi in giro per il mondo, le immagini di Dries Mertens col figlio Ciro sulle spalle che fa il giro di campo per salutare finalmente i suoi tifosi con le lacrime negli occhi. Applausi e lacrimoni anche per Ezequiel Lavezzi che torna in campo a Napoli per la prima volta dal suo addio. Il Pocho è stato accolto come se non fosse mai andato via e un vero boato ha accolto la sua rete e ogni suo dribbling in velocità. L'affetto del pubblico è stato per tutto il tempo immediato, autentico, travolgente. E lui ha risposto nel modo che conosce meglio: giocando una gran partita, trovando il gol e mostrando ancora quella qualità che lo aveva reso un simbolo della rinascita azzurra. Il suo ritorno al Maradona è sembrato un incontro tra vecchi amici che non si vedevano da tempo ma che non hanno mai smesso di volersi bene.
Ma ad inizio partita a prendersi la scena è stato Antonio Careca. Una vera e propria leggenda mondiale che continua a essere amato a Napoli quasi come Maradona tanti è l'affetto che gli è stato riservato, lui in onore di Diego da brasiliano si è presentato con indosso una maglia dell'Argentina numero 10 di Maradona a simboleggiare che anche lui era li con tutti loro. Gli anni passano, ma il talento resta. Il brasiliano ha regalato ancora una volta lampi di classe pura, culminati nel tunnel ad un giocatore avversario ancora in attività; che ha infiammato il pubblico e conquistato quasi due milioni di visualizzazioni online. Per tanti tifosi vedere Careca in campo è stato come tornare bambini, riscoprendo l'emozione di un calcio che non smette mai di appartenere al cuore della città, così come vederli palleggiare in campo con Mertens non si è dovuto ricorrere all'AI e al metaverso ma semplicemente alla classe infinita di questi due bomber.

E ancora Gianfranco Zola, Lorenzo Insigne, José Maria Callejón e tanti altri protagonisti, 66 leggende partenopee, di epoche differenti che hanno dimostrato come il filo che lega Napoli ai suoi campioni non si spezzi mai. Emblematica la splendida azione in triangolazione tra Insigne, Mertens e Callejón, conclusa con il celebre inchino che ha fatto esplodere gli spalti e raccolto milioni di visualizzazioni nel mondo.
Una festa napoletana per i ragazzi di Nisida, del Santobono e Napoli che si è trasformato in un evento dalla portata e dalla visibilità internazionale. Un grande successo anche gli ascolti registrati per la diretta televisiva DAZN per non parlare dei social dove la parola Napoli Legends è stata trend topic sulle principali piattaforme social. Un successo mediatico che ha portato il nome della città di Napoli e delle sue iniziative solidali ben oltre i confini italiani.

Ma ciò che resterà davvero sarà l'immagine di uno stadio pieno, emozionato, partecipe. Padri e figli, nonni e nipoti, tifosi di generazioni diverse riuniti per applaudire 66 leggende che hanno deciso di mettersi al servizio di una causa più grande. Alla fine quindi ennesimo trofeo conquistato per le Napoli Legends ma la storia, però, racconterà soprattutto un'altra vittoria: quella di una città che sa ancora emozionarsi, ricordare e tendere la mano a chi ha bisogno.

