di Marco Galiero
Twitter: @GalieroM
Napoli inguardabile e completamente allo sbando, quello che è sceso in campo contro l'Empoli. Una sconfitta che pesa tantissimo per la squadra di Benitez e quasi confonde la società, il tecnico, i tifosi, tutti. Questo Napoli non ha un'identità precisa: basti pensare alla fantastica gara contro la Sampdoria, al San Paolo, e poi assistere ad una sconfitta così deludente, sconfortante, indifendibile. Tuttavia, ci sono due episodi che nell'ultima mezz'ora di gioco avrebbero potuto cambiare la partita:
59', esce Mertens per Insigne - Le lacrime dopo il gol con la Sampdoria rendono chiaro quanto quel prato verde sia mancato ad Insigne, la fluidità e lo spirito d'iniziativa ritrovati dal Napoli fanno capire, invece, quanto sia mancato Insigne alla piazza partenopea. Come sa verticalizzare lui, lo sanno fare in pochi. E' praticamente un regista, l'elemento essenziale in un Napoli che, almeno in quella zona del campo, riesce ad essere poco creativo. Nel match contro l'Empoli è stato inserito da Benitez solo nel secondo tempo e la musica è cambiata sin da subito. Il piccolo Lorenzo si rende pericoloso, impensierisce la difesa avversaria e riesce a penetrarla. Sarà un caso, ma il Napoli segna dopo pochi minuti dal suo ingresso in campo. La squadra ritrova la speranza e comincia a credere nella rimonta.
26' Ultimo cambio per il Napoli: esce Inler ed entra Gabbiadini - Il tecnico spagnolo schiera un Napoli iperoffensivo con Hamsik alle spalle di Higuain-Gabbiadini-Callejon, con Insigne retrocesso a centrocampo. Al 40esimo, con un colpo di tacco prova ad imbeccare Insigne che calcia di potenza, ma il tiro finisce alto. Ci prova ancora una volta, Manolo. Quando quasi tutto sembra finito, sul 4-2 a pochi minuti dalla fine, lui non ci sta: prova un tiro col sinistro che, tuttavia, non impensierisce il portiere. Il 23enne bergamasco dà ancora una prova di grande caparbietà, in un match che sin dall'inizio, sembrava fosse destinato a terminare così.
©RIPRODUZIONE RISERVATA